
Herbario nuovo di Castore Durante
Edizione di lusso, numerata e limitata a 1299 esemplari (cui se ne aggiungono altri 50 contrassegnati da numerazione romana), formato cm 23x33, pagine 640, stampata su carta appositamente prodotta per l'Editore dalle Cartiere di Cordenons, rilegata in mezza pelle con nervature e ori al dorso, e con cofanetto di fattura manuale. Con annesso commentario.
ISBN
Anastatica
Estratti
- IMMAGINE HERBARIO NUOVO
"Con Figure, che rapprefentano le vive Piante, che nafcono in tutta Europa, & nell'Indie Orientali, & Occidentali". "Con Verfi Latini, che comprendono le facoltà de i femplici medicamenti, e con difcorfi che dimoftrano i Nomi, le Spetie, la Forma, il Loco, il Tempo, le Qualità, & le Virtù mirabili dell'Herbe, infieme col pefo, & ordine da ufarle, fcoprendofi rari Secreti, & fingolari Rimedii da fanar le più difficili infirmità del corpo humano".
L'Herbario nuovo di Castore Durante si impone all'attenzione di appassionati e studiosi per il contenuto botanico e medico-farmacologico, nonché per una sua intrinseca importanza storico-letteraria. Dopo la prima pubblicazione, risalente al 1585, furono realizzate ben otto edizioni fino al 1718. Quella del 1717, oggetto di questa ristampa anastatica, ha la particolarità di non essere recensita nei repertori bibliografici botanici: sfuggita agli elenchi forse per il numero esiguo di copie realizzate e pertanto oggi rara nelle collezioni librarie delle biblioteche italiane ed europee. Il testo del 1717 è completo delle revisioni e appendici attuate nel corso delle varie edizioni, aggiornato a seguito dell'inserimento delle descrizioni relative alle entità esotiche che solo dopo il 1585 entrarono a far parte dell'uso farmacologico e alimentare. Il Durante, intitolando l'opera Herbario nuovo, ha inteso soprattutto divulgare le conoscenze di materia medica tramandate dall'antichità fino al XVI secolo basate sull'uso dei Semplici, ossia di quegli elementi - per la maggior parte vegetali - dai quali erano estratti i principi attivi dei farmaci del tempo. Gli erbari erano infatti testi fondamentali per la professione di medico e di speziale; le erbe dovevano essere ben distinguibili fra loro e, in particolare, la trattazione doveva esporre con chiarezza quegli aspetti applicativi che spesso erano oggetto di fraintendimenti e di speculazioni fantasiose.
L'opera riunisce più di 900 specie ordinate alfabeticamente secondo il nome volgare, cui fanno seguito i nomi in lingua greca e latina con ulteriori riferimenti all'arabo, al francese, allo spagnolo e al tedesco. Le descrizioni morfologiche, pur aderenti agli schemi cinquecenteschi, tendono a fornire tutti gli elementi utili al riconoscimento dell'entità ma è il corredo iconografico che, scandendo ogni singola trattazione, affascina il lettore con la sua essenzialità e completezza. È quindi un testo in cui le immagini furono a suo tempo volute dall'Autore per assolvere non solo ad uno scopo decorativo ma soprattutto descrittivo, un ruolo che è rimasto a tutt'oggi valido e al quale la tecnica xilografica aggiunge la seduzione della patina del tempo. Il volume, strutturato come un manuale per favorire l'individuazione rapida dei vegetali e la documentazione sui relativi usi e proprietà, è scritto in italiano scorrevole, con descrizioni e curiosità che ne rendono molto piacevole la lettura. Autore dell'Herbario nuovo, pubblicato in prima edizione a Roma nel 1585 è Castore Durante, medico e "cittadino romano", nato a Gualdo Tadino, in provincia di Perugia, nel 1529. Suddito dello Stato Pontificio all'epoca dei Papi Gregorio XIII e Sisto V, svolse la propria attività fra le città di Viterbo, ove morì nel 1590, e Roma, distinguendosi professionalmente e raggiungendo grande notorietà come estensore di opere scientifiche e letterarie.
Dell'opera risalente al 1717 è stata realizzata una preziosa edizione in anastatica rigorosamente limitata a 1299 esemplari numerati, cui si aggiungono 50 esemplari contrassegnati con numerazione romana.
La ristampa anastatica dell'Herbario nuovo è preceduta da un esame dei contenuti nei suoi aspetti storici, descrittivi, nomenclaturali, medico-farmacologici, iconografici, nonché di correlazione con altri testi precedenti e coevi e con l'ambiente culturale romano di fine '500. L'analisi del testo durantiano è curata da Giuliana Forneris, conservatore dell'Erbario del Dipartimento di Biologia vegetale dell'Università di Torino, e da Annalaura Pistarino, conservatore della Sezione di Botanica del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Hanno collaborato inoltre Pierangelo Lomagno, professore a contratto presso la Facoltà di Farmacia dell'Università di Torino e Paola Lanzara, membro del Comitato dei Giardini Storici del Ministero dei Beni Culturali.
La ristampa anastatica dell'Herbario nuovo, si presenta come operazione editoriale di alto profilo realizzata dalla Priuli & Verlucca, editori (da anni specializzata in riproduzioni in facsimile autentico e in anastatica di antichi codici miniati) in collaborazione con il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino (dove è conservato il volume originale) che, attraverso la rivisitazione di opere particolarmente significative, intende sia divulgare e valorizzare il patrimonio librario entrato a far parte della Biblioteca dell'Istituzione, sia porre l'attenzione su importanti momenti della storia della cultura scientifica.



















390,00 €