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Colpevole d’alpinismo

Colpevole d’alpinismo

Cartonato con sovraccoperta plastificata a colori. Formato cm 14x21,5, 336 pagine con inserto fotografico.
ISBN 978-88-8068-755-9
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Recensioni

  • Discoveryalps
    Colpevole d'Alpinismo

  • Corriere della Sera BG
    Colpevole di alpinismo
  • Montagne 360
    Denis Urubko, l'alpinista che voleva fare l'attore

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  • Ski-Alper
    La biografia di Urubko

  • Notiziario CDP
    Colpevole d’alpinismo
  • Lo Scarpone
    Per un pugno di libri
  • La Vallée Notizie
    Cardo d'oro per i libri di montagna a Priuli & Verlucca

  • Giovane montagna
    Il premio Itas: sono otto lustri di storia e di benemerenze nell'editoria di montagna

  • La Cronaca di Piacenza
     Alla scoperta di Denis Urubko, il più grande alpinista in attività - 1

    “Colpevole d’alpinismo”, di Priuli Verlucca Edizioni è l’autobiografia di quello che è il più forte alpinista in attività, Denis Urubko. Fuoriclasse di origini russe si forma alpinisticamente sulle montagne del Caucaso, severe e difficilmente accessibili, poi nell’isola di Sachalin e infine si trasferisce in Kazakistan nel 1993. All’arrivo della cartolina militare, disertore in patria ed esule in Kazakistan, Urubko cerca di entrare a fare parte del gruppo sportivo dell’esercito kazako, noto per essere l’unico reparto d’alpinismo di tutta l’ex Unione Sovietica. Vive momenti molto difficili prima di riuscire a ottenere il permesso di residenza, essere infine arruolato e dedicarsi a tempo pieno all’alpinismo. Nel 1999 conosce Simone Moro, con il quale instaura subito un rapporto di grande stima e reciproco rispetto. E’ con Simone che conosce prima le Alpi e poi muove i primi passi in Himalaya e Karakorum, teatro delle sue più importanti dichiarazioni di stile. Uno stile pulito, alpino, per realizzazioni ideali su linee eleganti, prime assolute, prime invernali, in solitaria e in velocità. In questo libro la brillante penna di Urubko ci racconta le sue prime grandi imprese, per lo più salite solitarie e in velocità, nei territori dell’ex Unione Sovietica, in ambienti molto selvaggi, dove le temperature scendono fino a decine di gradi sotto lo zero. Ma ciò che più interessa nella lettura di queste avventure è lo stile di vita di un giovane che, a dispetto delle difficoltà economiche e attrezzato con equipaggiamento a volte davvero obsoleto, riesce a superare tappe di splendida audacia. Ciò gli permetterà, in seguito, di accedere alle montagne più alte del mondo e di compiervi imprese che già ora sono leggendarie. Il racconto è caratterizzato dal continuo inseguimento dei suoi sogni, per vivere una vita in cui si mescolano ambizione, idealismo e concretezza. Il risultato è una prosa spesso assai intensa, in ogni caso sempre scorrevole, intima e riflessiva, punteggiata da un fine e caratteristico umorismo. Denis Urubko ha al suo attivo oltre 1500 ascensioni, di cui oltre 40 in solitaria. Dopo nove anni, nel 2009 conclude la salita di tutti i 14 Ottomila, ed è l’ottavo al mondo a salirli. Nei giorni scorsi l’ultima impresa la prima salita invernale con Simone Moro del Gashbrum.

  • La Cronaca di Piacenza
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  • ALP+
    Premio Itas

  • Tuttolibri
    Quelli che arrampicano con humour
    Gli alpinisti tradizionalmente amano raccontare le loro avventure informa autobiografica: il kazako Denis Urubko l’ha  fatto con freschezza narrativa e contenuti anticonvenzionali. Urubko, che  ha conquistato tutti i 14 Ottomila lungo vie difficili e poco battute, in Colpevole d’alpinismo, vincitore del premio Itas 2011 a Trento,narra i suoi esordi nel mondo delle scalate. Non quindi epopee recenti e già conosciute sui giganti himalayani,ma avventure giovanili di uno scavezzacollo tra le montagne a noi poco note dell’ex Unione Sovietica. Originario del Caucaso settentrionale, trapiantato ad Almaty in Kazakhstan,Urubko racconta con stile leggero, ironico e autoironico, le sue vicende estreme nell’epoca della dissoluzione sovietica.

  • virgilio.it
    Filmfestival Trento, Urubko vince premio Itas libro di montagna

  • Trentino
    Premio Itas a Urubko colpevole d'alpinismo e quasi «clandestino»
  • La Gazzetta dello Sport
    A Urubko il Cardo d’oro

  • discoveryalps
    Premio Itas 2011, vince "Colpevole d'alpinismo", opera dell'autore Denis Urubko

    La recensione originale su discoveryalps.it

    Il 40° Premio ITAS del Libro di Montagna 2011, manifestazione collegata al Trentofilmfestival, ha registrato la partecipazione di 108 titoli per 58 Case Editrici, dati che confermano la vitalità della narrativa, della saggistica e dell’esplorazione del mondo alpino. Il "Cardo d'oro" è andato al libro "Colpevole d'alpinismo", opera dell'autore Denis Urubko, tra i più grandi interpreti dell’alpinismo mondiale per la tipologia e la difficoltà delle salite realizzate in puro stile alpino.

    Il volume, edito da Priuli & Verlucca, racconta le sue prime grandi imprese, per lo più salite solitarie e in velocità, nei territori dell’ex Unione Sovietica, in ambienti molto selvaggi, dove le temperature scendono fino a decine di gradi sotto lo zero. Ciò che più interessa nella lettura, è lo stile di vita di un giovane che, a dispetto delle difficoltà economiche e attrezzato con equipaggiamento davvero obsoleto, riesce a superare tappe di splendida audacia.

    Gli altri Premi:

    • ”Cardo d’argento” (per la saggistica) a “MONTAGNA IN MUSICA” di Andrea GHERZI – Priuli & Verlucca Editori, Scarmagno (To);
    • “Cardo d’argento” (per opere che rivelino interesse nell’ambiente montano) a “LESSINIA” di Ugo SAURO – Cierre Edizioni – Sommacampagna (Vr).

  • La Rivista del CAI
    Colpevole d’alpinismo
  • Tutto libri
    Quelli che arrampicano con humour
    Gli alpinisti tradizionalmente amano raccontare le loro avventure informa autobiografica: il kazako Denis Urubko e l’inglese Mick Fowler l’hanno fatto con freschezza narrativa e contenuti anticonvenzionali. Urubko, che ha conquistato tutti i 14 Ottomila lungo vie difficili e poco battute, in Colpevole d’alpinismo, vincitore del premio Itas 2011 a Trento,narra i suoi esordi nel mondo delle scalate. Non quindi epopee recenti e già conosciute sui giganti himalayani,ma avventure giovanili di uno scavezzacollo tra le montagne a noi poco note dell’ex Unione Sovietica. Originario del Caucaso settentrionale, trapiantato ad Almaty in Kazakhstan,Urubko racconta con stile leggero, ironico e autoironico, le sue vicende estreme nell’epoca della dissoluzione sovietica.

  • La regione Ticino
    La colpa di Denis Urubko
    Denis Urubko è uno degli alpinisti d’alta quota più forti dei nostri giorni: ha salito tutti gli Ottomila himalayani senza fare uso d’ossigeno e spesso per vie nuove. In molti lo conoscono “soltanto” come compagno di cordata di Simone Moro (soltanto si fa per dire: ricordiamo le prime invernali al Makalu, 8463 m; e al Gasherbrum, 8035), ma la sua carriera è costellata di salite che gli sono valse riconoscimenti prestigiosi. Viene dalla scuola di talenti dell’ex Unione Sovietica: alpinisti nati poveri e fattisi strada scalando (o sfidandosi di corsa sui) Settemila dell’Asia centrale,ma soprattutto confini culturali più ardui di quanto si pensi. Aveva visto bene Erhard Loretan quando, in anni lontani, disse che il nuovo sarebbe venuto dai paesi dell’ex blocco sovietico. Le edizioni Priuli & Verlucca hanno pubblicato il suo Colpevole d’alpinismo (pagg. 336, 18.50 euro), recente Premio Itas al Festival di Trento, per il miglior libro di montagna. Con un registro da anti-Rambo (“sulla base della mia personale esperienza di vita ho capito che non posso essere un eroe. Non ho salvato nazioni. Non ho sconfitto eserciti. In breve, non somiglio a nessun personaggio positivo di un libro o di un film”), Urubko narra la storia sua e, in filigrana, quella di un mondo in mutazione.

  • La Vallée notizie
    Cardo d'oro per i libri di montagna a Priuli & Verlucca

  • Lo Scarpone
    Urubko scala il premio Itas

  • alpinia.net
    Colpevole d’alpinismo
     
    Denis Urubko attualmente è uno dei più grandi alpinisti della ex-Russia, ora Kazakistan, come Anatoliy Bucreev, è divenuto noto in occidente soprattutto per le scalate himalayane effettuate con Simone Moro, a partire dal 2009.

I kazaki, gli alpinisti dell'est in generale, sono molto forti, ma, a parte qualche eccezione, abbastanza sconosciuti e probabilmente meno avvezzi ai media di quelli nostri occidentali, forse questione di soldi a disposizione per le spedizioni, media molto più carenti e così via...

Questo libro Colpevole di alpinismo ha vinto a Trento il Cardo d'oro 2011, il premio ITAS per il miglior libro in concorso per l'anno indicato e per una volta il riconoscimento non ha suscitato meraviglia o sorpresa, ma tra le opere in concorso appariva uno dei maggiori candidati alle posizioni alte della classifica.

Quest'opera ha un arco temporale della carriera alpinistica dell'autore che va dal 1991 al 2000 e comprende solo le scalate nelle sue regioni, escludendo tutta la successiva attività degli 8000 che lo hanno reso noto in occidente.

Il mondo che Urubko ci presenta è molto diverso dal nostro: le scalate appaiono essere quasi pionieristiche sia per i pochissimi soldi, i materiali scarsi, le strutture di appoggio alle scalate quasi inesistenti, però emerge prepotente la passione fortissima e la volontà incrollabile di questo appassionato e, come lui, dei suoi compagni di avventura.


     
    Ogni scalata della vetta di una montagna è un passo dell'uomo nel cosmo. mi elevo alla sua soglia senza vita per sentire più acutamente il mio caldo legame domestico con la Terra. Non sono fatto per vivere a un'altitudine di molte migliaia di metri, ma in cambio delle sofferenze del corpo e dell'anima io ottengo la fede e la fiducia e la dimostrazione di quanta sia la sollecitudine con la quale ci custodisce nel proprio seno il pianeta, la nostra culla, la casa sempre pronta a dare asilo al viandante solitario...

  • L’Adige
    Urubko è "colpevole d'alpinismo"

  • La Stampa
    Priuli & Verlucca dominano a Trento
    Dominio della casa editrice Priuli & Verlucca al Premio Itas di letteratura di montagna - uno dei premi più prestigiosi dell’editoria alpina internazionale - organizzato nell’ambito del Filmfestival di Trento. Al primo posto si è classificato «Colpevole d’alpinismo» di Denis Urubko, che ha ricevuto il Cardo d’oro. Secondo classificato «Montagna in musica» di Andrea Gherzi, una preziosa ricerca su chi fa musica e la compone sullo sfondo delle Terre Alte. La cerimonia di premiazione è avvenuta nel castello del Buonconsiglio a Trento. Soddisfatto l’editore Luca Priuli: «Un doppio riconoscimento che avviene in questo 2011, in cui festeggiamo i 40 anni di attività della nostra casa editrice che ha legato il suo nome alla montagna».

  • La Stampa
    Il Premio Itas a due libri della “Priuli & Verlucca”
    Il prestigioso Premio Itas, di letteratura di montagna, è stato assegnato a Priuli & Verlucca, nell’ambito del Film Festival di Trento. L’editrice canavesana ha vinto il 1˚ e 2˚ premio con due libri che, in diversi modi, coinvolgono la Valle d’Aosta. Il 1˚ classificato è «Colpevole d’alpinismo» di Denis Urubko, premiato con il Cardo d’oro. Il kazako Urubko ha già ricevuto a Courmayeur il Piolet d’or 2010 per aver aperto, con Boris Dedechko, nel maggio 2009, una via diretta sulla parete sudorientale del versante nepalese del Cho Oyu (8201 metri) ed essere per questo diventato a 36 anni il 15˚ uomo a conquistare i 14 Ottomila e l’8˚ al mondo a farlo senza ossigeno. Il 2˚ classificato è «Montagna in musica» di Andrea Gherzi (Cardo d’argento). Il libro è una ricerca sul rapporto fra musica e montagna che evidenzia le più significative composizioni ispirate alla natura alpestre, da fine ‘700 ai giorni nostri, e che racconta di musicisti che furono scalatori e di alpinisti che coltivarono studi musicali, così come l’autore. Lo studio s’apre con la storia dell’Alphorn, più conosciuto come il Corno delle Alpi, considerato per eccellenza lo strumento musicale delle montagne e da alcuni anni rivalutato anche in Valle d’Aosta dai walser della Valle del Lys. Tra nomi come Mendelssohn, Berlioz, Schumann, Ciaikovsky, Beethoven, Strauss, Mahler, Rossini, Donizetti un posto d’onore è riservato all’alpinista vicentino Toni Ortelli (1904-2000), autore de «La montanara», scritta in ricordo dell’amico Casimiro Bich, guida valdostana morta sul Monte Rosa il 4 agosto 1925. Ritenuto il più famoso canto di montagna, è un caso emblematico di un musicista dilettante divenuto famoso in tutto il mondo.

  • La Vallée notizie
    Cardo d'oro per i libri di montagna a Priuli & Verlucca

  • C.A.I. Club Alpino Italiano
    “Colpevole di alpinismo” di Denis Urubko vince il “Cardo d'oro“

    Il link al sito del CAI

    Colpevole di alpinismo” di Denis Urubko vince il “Cardo d'oro“
    40° Premio Itas del libro di montagna 2011
    “Colpevole di alpinismo” di Denis Urubko vince il “Cardo d’oro“

    Denis Urubko, uno dei più grandi interpreti dell’alpinismo mondiale per la tipologia e la difficoltà delle sue salite realizzate in puro stile alpino, si è aggiudicato con il volume “Colpevole d’alpinismo” il “Cardo d’oro” del 40° Premio Itas del libro di montagna, nell’ambito del TrentoFilmfestival montagna-società-cinema-letteratura, assegnato dalla Giuria. Il volume, edito da Priuli & Verlucca, racconta le sue prime grandi imprese, per lo più salite solitarie e in velocità, nei territori dell’ex Unione Sovietica, in ambienti molto selvaggi, dove le temperature scendono fino a decine di gradi sotto lo zero. Ciò che più interessa nella lettura, è lo stile di vita di un giovane che, a dispetto delle difficoltà economiche e attrezzato con equipaggiamento davvero obsoleto, riesce a superare tappe di splendida audacia.

     


  • mountainblog.it
    “Colpevole d’alpinismo” di Urubko vince l’Itas
     
    Denis Urubko, uno dei più grandi interpreti dell’alpinismo mondiale per la tipologia e la difficoltà delle sue salite realizzate in puro stile alpino – tra cui la recente prima invernale al Gasherbrum II con Simone Moro e Cory Richard, che MountainBlog ha seguito in tempo reale – si è aggiudicato con il volume “COLPEVOLE D’ALPINISMO” il “Cardo d’oro” del 40° PREMIO ITAS DEL LIBRO DI MONTAGNA, assegnato dalla Giuria nell’ambito del TrentoFilmfestival montagna-società-cinema-letteratura.

    Il volume, edito da Priuli & Verlucca, racconta le sue prime grandi imprese, per lo più salite solitarie e in velocità, nei territori dell’ex Unione Sovietica, in ambienti molto selvaggi, dove le temperature scendono fino a decine di gradi sotto lo zero. Ciò che più interessa nella lettura, è lo stile di vita di un giovane che, a dispetto delle difficoltà economiche e attrezzato con equipaggiamento davvero obsoleto, riesce a superare tappe di splendida audacia.

    Gli altri Premi:
    ”Cardo d’argento” (per la saggistica) a “MONTAGNA IN MUSICA” di Andrea GHERZI – Priuli & Verlucca Editori, Scarmagno (To);
    “Cardo d’argento” (per opere che rivelino interesse nell’ambiente montano) a “LESSINIA” di Ugo SAURO – Cierre Edizioni – Sommacampagna (Vr).

    Tre le segnalazioni:
    1 – “EMOZIONI IN CAMMINO” – 50 escursioni in montagna con le famiglie di Marco MATTEOTTI e Paolo LISERRE – Valentina Trentini Editore – Trento.
    2 – “ALPI REGIONE D’EUROPA” di Marcella MORANDINI e Sergio REOLON – Marsilio Editori – Venezia.
    3 – “CONTRO I MITI ETNICI” di Stefano FAIT e Mauro FATTOR – Edition Raetia – Bolzano.
    4 – “PIEDI, ZOCCOLI E RUOTE” – Zibaldone erratico dal Tirolo a Timbuct di Brunamaria Dal Lago Veneri – ab Edizioni alpha beta Verlag – Merano.

    La cerimonia di premiazione si svolgerà martedì 3 maggio 2011 al Castello del Buonconsiglio, con inizio ad ore 17.

  • La Repubblica
    «Colpevole di alpinismo»: Denis Urubko mago degli 8.000

  • Corriere della Sera
    Cinema di alta quota con Denis Urubko

  • La Cronaca (Piacenza)
    Senza sosta la pubblicazione di "libri di vette"

    L’editoria legata alla montagna non sembra mostrare crisi di titoli. Per rendersene conto basta entrare nelle migliori librerie e vedere quante nuove opere ogni giorno affluiscono. Esaminiamone alcune delle più apprezzabili:  “Colpevole d’alpinismo”, di Priuli Verlucca Edizioni è invece l’autobiografia di quello che è il più forte alpinista in attività, Denis U rubko. Fuoriclasse di origini russe si forma alpinisticamente sulle montagne del Caucaso, severe e difficilmente accessibili, poi nell ‘isola di Sachalin e infine si trasferisce in Kazakistan nel 1993. All’arrivo della cartolina militare, disertore in patria ed esule in Kazakistan, Urubko cerca di entrare a fare parte del gruppo sportivo dell’esercito kazako, noto per essere l’unico reparto d’alpinismo di tutta l’ex Unione Sovietica. Vive momenti molto difficili prima di riuscire a ottenere il permesso di residenza, essere infine arruolato e dedicarsi a tempo pieno all’alpinismo. Nel 1999 conosce Simone Moro, con il quale instaura subito un rapporto di grande stima e reciproco rispetto. E’ con Simone che conosce prima le Alpi e poi muove i primi passi in Himalaya e Karakorum, teatro delle sue più importanti dichiarazioni di stile. Uno stile pulito, alpino, per realizzazioni ideali su linee eleganti, prime assolute, prime invernali, in solitaria e in velocità. In questo libro la brillante penna di U rubko ci racconta le sue prime grandi imprese, per lo più salite solitarie e in velocità, nei territori dell’ex Unione Sovietica, in ambienti molto selvaggi, dove le temperature scendono fino a decine di gradi sotto lo zero. Ma ciò che più interessa nella lettura di queste avventure è lo stile di vita di un giovane che, a dispetto delle difficoltà economiche e attrezzato con equipaggiamento a volte davvero obsoleto, riesce a superare tappe di splendida audacia. Ciò gli permetterà, in seguito, di accedere alle montagne più alte del mondo e di compiervi imprese che già ora sono leggendarie. Il racconto è caratterizzato dal continuo inseguimento dei suoi sogni, per vivere una vita in cui si mescolano ambizione, idealismo e concretezza. Il risultato è una prosa spesso assai intensa, in ogni caso sempre scorrevole, intima e riflessiva, punteggiata da un fine e caratteristico umorismo. Denis Urubko ha al suo attivo oltre 1500 ascensioni, di cui oltre 40 in solitaria. Dopo nove anni, nel 2009 conclude la salita di tutti i 14 Ottomila, ed è l’ottavo al mondo a salirli. Dei giorni scorsi l’ultima impresa: la prima, memorabile, salita invernale con Simone Moro del Gashbrum.

  • Trentino
    «Colpevole d’alpinismo», Urubko racconta

  • Meridiani Montagne
    Prima invernale al Gasherbrum II (pagina 3)
  • Meridiani Montagne
    Prima invernale al Gasherbrum II (pagina 2)
  • Meridiani Montagne
    Prima invernale al Gasherbrum II (pagina 1)

  • Orobie
    L’opera prima di Urubko
  • La Stampa
    Le follie di Urubko
    «Io amo cercare il rischio, il limite delle mie forze, dare il massimo in tutto e per tutto, voglio condividere con chi mi sta intorno la mia gioia...,ma, forse, senza spartirla ». Questa confessione di Denis Urubko, l’alpinista che ha conquistato tutti i 14 ottomila senza ossigeno, è stata scelta dall’editore per l’ultima di copertina al libro «Colpevole d’alpinismo». Scelta azzeccata per un uomo in eterna sfida con se stesso, sempre di corsa e alla caccia di imprese. Ma l’umanità vien fuori bene quando si ferma e racconta.

  • Alp
    Colpevole d’alpinismo
    Mentre scriviamo Denis, kazako per nascita, si trova con Simone Moro e Cory Richards al campo base del Gasherbrum II per tentare la prima in invernale di uno degli Ottomila ancora inviolati nella stagione fredda. Asian Piolet d’Or 2009 e Piolet d’or 2010, salitore di tutti gli Ottomila senza ossigeno, compagno di molte imprese per Simone Moro è sicuramente uno dei nomi illustri dell’alpinismo di oggi. Con questo libro, che si ferma nella narrazione al 2000, si rivela anche abile autore di racconti e sembra mettere il primo tassello per una serie di scritti che seguiranno.

  • Le Alpi venete
    Colpevole d’alpinismo
    Il caucasico Denis oggi 37 enne è uno dei più grandi interpreti dell’alpinismo mondiale, anzi uno specialista d’alta quota. Ha effettuato, un po’ dovunque, oltre 1500 ascensioni di cui 40 in solitaria. In nove anni è riuscito a salire ottavo uomo del mondo i 14 Ottomila, tutti ovviamente senza ossigeno, quattro per nuove vie ed il Manaslu in prima invernale. Naturalmente ha ricevuto una altrettanta montagna di riconoscimenti come campione di alpinismo anche in velocità e l’Asian Piolet d’or 2006 e 2009 ed il Piolet d’Or 2010. Per quanto lo riguarda lui dichiara di prendere come suoi modelli Kukuczka e Bukreev, ma non esita confessare: “lo amo cercare il rischio, il limite delle mie forze, dare il massimo in tutto e per tutto,voglio dividere con chi mi sta attorno la mia gioia ... ma forse senza spartirla”. Uno che da dieci anni condivide con lui avventure himalaiane è Simone Moro, che per l’occasione firma la prefazione di questo libro: che è il primo di alcuni che Urubko ha scritto e che quasi sempre si è autofinanziato per pubblicarli nella sua lingua russa. “Denis è una storia da raccontare, un sognatore da ammirare, un uomo da incontrare. Denis è anche un lungo libro da leggere ... “ Ed allora non rimane che immettersi su questa strada. Il raccontarsi di Denis è quanto mai coinvolgente, irrefrenabile, è capace di riempire una decina e più di pagine tutto d’un fiato senza un calo di tensione e sempre inseguendo il brulichio dei suoi vulcanici progetti e pensieri. A volte, si ha l’impressione di uscirne un poco frastornati. Ma dura poco, basta tirare il fiato e tornare a rimettersi a leggere. Urubko non si smentisce mai. In fondo anche nello scrivere si è guadagnato il suo meritato riconoscimento giornalistico.

  • La Vallée notizie
    «Colpevole d’alpinismo» il libro di Denis Urubko

    AOSTA Il russo Denis Urubko è partito lunedì scorso, 27 dicembre, con Simone Moro e Cory Richards per tentare la prima invernale del Gasherbrum II, otto mila ancora inviolato in questa stagione. Di lui Priuli & Verlucca ha appena pubblicato nella collana «campo/ quattro» diretta da Alessandro Gogna, il suo primo libro «Colpevole d’alpinismo». Si tratta dell’autobiografia dell’educazione alpinistica di uno dei più grandi interpreti dell’ arrampicata moderna a quote estreme. Dopo l’adolescenza trascorsa a scalare con i gruppi sportivi di Vladivostok, Urubko a vent’anni, nel 1993, entra nell’esercito e si trasferisce ad Almaty in Kazakistan, nel club sportivo militare. Guidato da una ferrea volontà, nonostante il succedersi di incidenti, tra cui la frattura di entrambe le gambe, comincia a collezionare scalate degne di nota, tra le quali il Khan-Tengri di 7010, la cima più alta del Kazakistan. Attrezzato spesso in modo improvvisato o obsoleto, tra le difficoltà economiche dell’impero sovietico in disfacimento, Urubko racconta le prime tappe di un percorso audace che lo porterà successivamente a scalare tutti gli otto mila in nove anni, aprendo nuovi itinerari, sul Broad Peak, sul Manaslu e sulla parete sud-est del Cho Oyu, impresa questa che gli fa vincere il Piolet d’or internazionale 20 lO. Sempre lo scorso anno riesce nella prima ascensione invernale del Makalù effettuata con Simone Moro, con il quale ha alle spalle una decina di spedizioni. Urubko, oltre che alpinista, scrive in una prosa scorrevole, meticolosa, infarcita di sottile umorismo «russo». Come scrive Simone Moro nella prefazione: «Denis è una storia da raccontare, un sognatore da ammirare, un uomo da incontrare. Denis è anche un lungo libro da leggere ... »

  • Meridiani Montagne
    Sulle cime dell'Eurasia
    Cosa rende diversi i grandi alpinisti. Quelli che determinano le tappe e l’evoluzione della disciplina. Dalla maggior parte di appassionati che frequentano la montagna? Si potrebbe rispondere con un elenco di qualità personali - doti fisiche, allenamento, determinazione, tenacia, volontà di autoaffermazione e via dicendo - ma ogni spiegazione arriverebbe a una sorta di confine, un limite oscuro oltre il quale non si riescono più a cogliere i reali motivi, interiori ed esteriori, che spingono un individuo a mettere in gioco la propria vita e le proprie energie migliori per la conquista dell’inutile. Questa riflessione scaturisce spontaneamente dalla lettura dei racconti autobiografici di Denis Urubko, usciti in una prima pubblicazione assoluta per i tipi della casa editrice Priuli & Verlucca. Urubko è unanimemente conosciuto come uno dei maggiori interpreti dell’alpinismo mondiale dei nostri giorni, con all’attivo tutti i 14 ottomila saliti senza ossigeno, qualcosa come 1500 ascensioni di estrema difficoltà e una quarantina di vie in solitaria sulle montagne più difficili e severe dell’Eurasia. Urubko nasce ai piedi del Caucaso settentrionale nel 1973 e si appassiona alla  montagna in tenera età, partecipando a battute di caccia con il padre. Non gode di ottima salute e, all’età di tredici anni, i suoi problemi d’asma convincono la famiglia a trasferirsi sull’isola di Sachalin, a 7000 chilometri di distanza, ai confini orientali dell’impero sovietico. Il nuovo clima evidentemente gli fa bene: non ancora ventenne, inizia a rivelare le proprie doti con ascensioni solitarie sulle montagne della Siberia meridionale e sui vulcani della penisola di Kamchatka. Solitudine, climi estremi, abissi di roccia e ghiaccio forgiano la sua determinazione psicologica, ma è il trasferimento in Kazakistan, avvenuto nel 1993, a consacrarlo definitivamente all’alpinismo. Nel gruppo sportivo dell’esercito kazako, unico reparto d’alpinismo di tutta l’ex Unione Sovietica, si trova immerso in una disciplina di stampo sovietico, in cui massacranti allenamenti, prove di resistenza fisica e gare di corsa disputate in un clima di competitività esasperata scandiscono le giornate in alta quota. È nel racconto di questa formazione di stampo militare, nella descrizione delle difficoltà materiali vissute durante il crollo dell'impero comunista, nei sogni di riscatto coltivati in uno squallido monolocale di periferia, che Urubko lascia intravedere le ragioni che possono trasformare un uomo in uno dei più grandi alpinisti del proprio tempo.

  • Il Risveglio
    Colpevole d’alpinismo
  • L’eco di Bergamo
    Con Denis Urubko l'alpinismo scuola di vita

    Come una buona bottiglia di vino. Da stappare al momento giusto, quando l’invecchiamento è in grado di restituirne non solo tutti gli aromi, ma, in qualche misura, anche la storia e gli sforzi compiuti da chi lo ha prodotto. Per Denis Urubko i libri sono così. Storie da lasciare nello zaino anche per anni e poi al momento buono rispolverare e rivivere in maniera ugualmente intensa proprio scrivendole. “Colpevole d’alpinismo »’ il primo volume in italiano firmato dal grande scalatore kazako (al suo attivo tutti i 14 ottomila) che tra l’altro è anche socio del Cai di Bergamo, ne è la conferma. Non si tratta iufatti della «solita » biografia alpinistica o del libro che sfrutta l’impresa più recente (tra l’altro nel caso di Denis ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta), questo lavoro si rifà alle origini della vicenda di Urubko e punta su quelle cime - dal Belucha in Siberia meridionale, al Khan-Tengri nel Thien Shan al Cliucevskaja nella penisola Kamcatka-- che hanno rappresentato la prima palestra per lo stesso scalatore. «Certamente - spiega l’autore - su quelle montagne ho appreso le lezioni più importanti del mio alpinismo, ho imparato, ad L’alpinista kazakoDenis Urubko è di casa a Bergamo. Simone Moro, compagno di molte spedizioni, sarà con lui al Palamonti esempio, quanto il costante allenamento sia fondamentale per raggiungere un o biettivo o come lo stile alpino rappresenti il modo di affrontare la montagna che più mi si addice. E mi sono state molto utili in Himalaya ». Nel libro le lezioni tornano tutte a galla, assieme a uno stile di vita profondamente diversi dai modelli occidentali. La versione originale del volume risale al 2002 quando l’alpinista la pubblicò a sue spese in Kazakistan, ora ci ha pensato Priuli & Verlucca a proporla agli appassionati e, domani sera alle 21 al Palamonti, ecco l’occasione per approfondirla assieme all’autore: Urubko presenterà iufatti il volume al Palamonti assieme a Simone Moro grande amico e compagno di tante avventure, oltre che autore della prefazione .

  • La Valsusa
    Per gli amanti della montagna, due libri doc
    Due libri dedicati al mondo della montagna editi da Priuli e Verlucca, per la collana “Campo/ quattro”: “Oltre la montagna” di Steve House (350 pagine, 18 euro): un’opera rivolta a temi che accomunano l’esistenza di tutti noi, alpinisti e non - fiducia e sodalizio, successo e insuccesso, obiettivi da raggiungere, mentori ~d eroi - accanto alla narrazione dell’acuita esperienza dell’alpinista di fronte al rischio e alla perdita dei suoi amici. Oltre la montagna è una finestra su un uomo intento a dare il meglio di se stesso. Reinhold Messner definisce Steve House il migliore alpinista d’alta quota al mondo d’oggi, un onore che egli declina. «Sentirsi chiamare il “migliore” - dice Steve - mi mette profondamente a disagio. L’alpinismo è troppo complesso per essere costretto  entro i  termini di una gara. È semplicemente qualcosa che non si presta ad alcun raffronto. Scalare riguarda il processo, non il raggiungimento».
    Un altro libro da non perdere è “Colpevole di alpinismo”( 347 pagine, 18 euro), scritto da Denis Urubko: uno dei più grandi interpreti dell’alpinismo mondiale per la tipologia e la difficoltà delle sue salite realizzate in puro stile alpino. Fuoriclasse di origini russe, dopo una prima forte passione per il teatro e la recitazione, Urubko si forma alpinisticamente sulle montagne del Caucaso, severe selvagge e difficilmente accessibili, poi nell’isola di Sachalin e infine si trasferisce in Kazakistan nel 1993, inseguendo un sogno. All’arrivo della cartolina militare, disertore in patria ed esule in Kazakistan, Urubko cerca di entrare a fare parte del gruppo sportivo dell’esercito kazako, noto per essere l’unico reparto d’alpinismo di tutta l’ex Unione Sovietica. Vive momenti molto difficili - economicamente e personalmente - prima di riuscire a ottenere il permesso di residenza, essere infine arruolato e dedicarsi a tempo pieno all’alpinismo. In questo libro la brillante penna di Urubko ci racconta le sue prime grandi imprese, per lo più salite solitarie e in velocità, nei territori dell’ex Unione Sovietica, in ambienti molto selvaggi, poco frequentati, dove le temperature scendono fino a decine di gradi sotto lo zero: Teatro di queste ascensioni sono montagne come il Belucha 4506 m (Altaj, Siberia meridionale), il Khan-Tengri 7010 m (Tien Shan, la montagna più alta del Kazakistan) la Kljucevskaja sopra 4850’ m (il più alto di tutti i vulcani della penisola Kamcatka), il Pik Ordzonikidze 4410 m e il Pik Majakovskij 4208 m (altre montagne del Tien Shan). , . Il racconto e caratterizzato dal continuo inseguimento dei suoi sogni, per vivere una vita in cui si mescolano ambizione, idealismo e concretezza. Il risultato è una prosa spesso assai intensa, in ogni caso sempre scorrevole intima e riflessiva, punteggiata da un fine e caratteristico umorismo. Dopo la lettura di questo libro, come per lo humor inglese, potremo parlare di umorismo « russo».

  • La Stampa
    Urubko la sfida possibile 

    Denis Urubko, alpinista kazako, è oggi uno dei più grandi interpreti dell’alpinismo mondiale per la tipologia e la difficoltà delle sue salite realizzate in puro stile alpino. Accattivante il suo modo di scrivere: scorrevole, intimo, riflessivo. Le sue imprese hanno dell’incredsibile: più di 1500 ascensioni, di cui oltre 40 in solitaria. Nel 2009 ha concluso la salita di tutti i 14 Ottomila in 9 anni. È il settimo almondo a salirli tutti senza ossigeno. Ne ha salito 3 due volte (Broad Peak, nuova via;Manaslu, nuova via; e Makalu, prima ascensione invernale). «Io amo cercare il rischio, il limite delle mie forze, dare ilmassimo,in tutto e per tutto,voglio condividere con chimi sta intorno lamia gioia, ma forse,senza spartirla »:questa la sua filosofia.

  • Gazzetta di Parma
    Colpevole d’alpinismo
    Un alpinista è una persona che fa qualche passo nel cosmo. Dopo una preparazione fisica precisa, una motivazione profonda e tenace e un solido allenamento al pensiero solitario, comincia la scalata Questo è il primo libro di Denis Urubko, russo di nascita e oggi residente ad Almaty, in una delle ex repubbliche sovietiche più a sud dell’impero. Un diario di fatica e di superamento di pericoli e paura, vissuto con la fiducia nel cielo alto che aspetta alla fine della scalata • Memoria di vita vissuta con passione e con una vena di umorismo non . immediata per gli occidentali corrosi dal benessere della sedentari età.

  • La Stampa
    Un kazako diventato colpevole di alpinismo
    Ad aprile è stato premiato a Courmayeur con il Piolet d’or 2010 per la sua spedizione sul Cho Oyu (8201 metri) in Nepal. Il kazako Dennis Urubko, con Boris Dedechko, ha aperto nel maggio 2009 una via diretta sulla parete sudorientale del versante nepalese del Cho Oyu. Grazie a questa impresa è entrato nella storia, diventando a 36 anni il quindicesimo uomo a conquistare i quattordici 8000 e il settimo a farlo senza ossigeno. Urubko ha impiegato 9 anni a raggiungere questo obiettivo, non accontentandosi mai e riuscendo ad aprire nel corso degli anni tre nuove vie in stile alpino su altrettanti 8000 tra cui proprio il Cho Oyu. Ora ha deciso di raccontare la sua vita in un libro «Colpevole d’alpinismo», edizioni Priuli & Verlucca. Con stile intimo e scorrevole, uno dei più grandi interpreti dell’alpinismo mondiale, con più di 1500 di ascensioni, di cui oltre 40 in solitaria, così si definisce: «Io amo cercare il rischio, il limite delle mie forze, dare il massimo, in tutto e per tutto. Voglio condividere con chi mi sta intorno la mia gioia... ma, forse, senza spartirla ». La parte più interessante delle pagine riguarda il suo stile di vita, di un giovane che nonostante le difficoltà economiche, attrezzato con equipaggiamento obsoleto, è riuscito a superare tappe di splendida audacia.

Estratti



Denis Urubko è oggi uno dei più grandi interpreti dell’alpinismo mondiale per la tipologia e la difficoltà delle sue salite realizzate in puro stile alpino.
Fuoriclasse di origini russe, dopo una prima forte passione per il teatro e la recitazione, Urubko si forma alpinisticamente sulle montagne del Caucaso, severe, selvagge e difficilmente accessibili, poi nell’isola di Sachalin e infine si trasferisce in Kazakistan nel 1993, inseguendo un sogno.
All’arrivo della cartolina militare, disertore in patria ed esule in Kazakistan, Urubko cerca di entrare a fare parte del gruppo sportivo dell’esercito kazako, noto per essere l’unico reparto d’alpinismo di tutta l’ex Unione Sovietica. Vive momenti molto difficili – economicamente e personalmente – prima di riuscire a ottenere il permesso di residenza, essere infine arruolato e dedicarsi a tempo pieno all’alpinismo.
Nel 1999 conosce Simone Moro, con il quale instaura subito un rapporto di grande stima e reciproco rispetto. È con Simone che conosce prima le Alpi e poi muove i primi passi in Himalaya e Karakorum, teatro delle sue più importanti dichiarazioni di stile. Uno stile pulito, alpino, per realizzazioni ideali su linee eleganti, prime assolute, prime invernali, in solitaria e in velocità.
In questo libro la brillante penna di Urubko ci racconta le sue prime grandi imprese, per lo più salite solitarie e in velocità, nei territori dell’ex Unione Sovietica, in ambienti molto selvaggi, poco frequentati, dove le temperature scendono fino a decine di gradi sotto lo zero. Teatro di queste ascensioni sono montagne come il Belucha 4506 m (Altaj, Siberia meridionale), il Khan-Tengri 7010 m (Tien Shan, la montagna più alta del Kazakistan), la Kljucevskaja sopka 4850 m (il più alto di tutti i vulcani della penisola Kamcatka), il Pik Ordzonikidze 4410 m e il Pik Majakovskij 4208 m (altre montagne del Tien Shan).
Ma ciò che più interessa nella lettura di queste avventure è lo stile di vita di un giovane che, a dispetto delle difficoltà economiche e attrezzato con equipaggiamento a volte davvero obsoleto, riesce a superare tappe di splendida audacia. Ciò gli permetterà, in seguito, di accedere alle montagne più alte del mondo, quelle dell’Himalaya e del Karakorum, e di compiervi imprese che già ora sono leggendarie.
Il racconto è caratterizzato dal continuo inseguimento dei suoi sogni, per vivere una vita in cui si mescolano ambizione, idealismo e concretezza. Il risultato è una prosa spesso assai intensa, in ogni caso sempre scorrevole, intima e riflessiva, punteggiata da un fine e caratteristico umorismo. Dopo la lettura di questo libro, come per lo humor inglese, potremo parlare di umorismo « russo ».
 
Denis Urubko ha al suo attivo oltre 1500 ascensioni, di cui oltre 40 in solitaria.
Dopo nove anni, nel 2009 conclude la salita di tutti i 14 Ottomila, ed è l’ottavo al mondo a salirli tutti senza ossigeno. Ne sale quattro due volte (nuove vie al Broad Peak, al Manaslu e al Lhotse, oltre al Makalu, prima ascensione invernale).
 
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