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Recensioni

  • Meridiani montagne
    Due notti di ghiaccio
  • La Vallée

    Strenne per tutte le tasche sulla "montagna"
    libri fotografici, romanzi e agende sotto l’albero

    Interamente dedicata alla Valle d’Aosta è la proposta di Priuli e Verlucca, “Un anno in Valle d’Aosta” , del Brel (Bureau Régional pour l’Ethnologie et la Linquistique), a cura di Alexis Bétemps, Saverio Favre, Lidia Philippot, Laura Saudin, Nathalie Silvani, Madalena Vittaz, con la collaborazione di Giorgina Vicquery. Per ogni giorno dell’anno, un pensiero, un proverbio, un aforisma accanto a una delle immagini di Davide Camisasca, Fabio Coluzzi, Cesare Cossavella e Enrico Romanzi, illustrano aspetti del paesaggio connessi all’identità e alla memoria, elementi della cultura tradizionale e antichi saperi, nell’ottica di un rafforzamento dell’identità culturale, di una riscoperta delle proprie radici. Il volume, premiato nella categoria Etnologia, al Salone del libro di Passy 2006, è bilingue, italo – francese, con molti dei testi tradotti anche in patois.
    A metà tra il libro fotografico e la raccolta di testi è “L’altipiano un posto per gli uomini” in cui uno scrittore e un fotografo forniscono il ritratto di un luogo e delle sue genti. L’altipiano non può essere che quello di Asiago sulle Prealpi vicentine, a ridosso del vecchio confine trentino, considerato che lo scrittore è Mario Rigoni Stern, acclamato cantore proprio di questo “altipiano”, divenuto, grazie a lui, un luogo dello spirito. Il fotografo, anche lui di Asiago, ma molto più giovane, è Enzo Rela, che persegue da più di trent’anni la ricerca della magia dei luoghi, dei sentimenti della gente, di calde atmosfere di montagna. Il risultato è un’antologia di vite di montagna, in un mondo che appare senza tempo, umile ma dignitoso, tramandato intatto di generazione in generazione, seppure sempre più minacciato dalla globalizzazione da un lato e da retorica e prepotenti localismi dall’altro.
    In «Due notti di ghiaccio» Virgilio Giacchetto, forte dell’esperienza personale di guardaparco, ci insegna a guardare e a godere delle bellezze dell’ambiente naturale del Parco del Gran Paradiso, coinvolgendoci in un’operazione di soccorso sul ghiacciaio del Money nell’alta Valle di Cogne.
    Frutto di un paziente lavoro di ricerca condotto da Fernanda Favre con il gruppo alpini di Arnad è «Alpini di Arnad – In Jugoslavia dopo l’8 settembre 1943». Attraverso le testimonianze dirette di quelli ancora in vita e il ricordo dei famigliari degli scomparsi, diari, fotografie e cartoline, vengono ricostruiti alcuni momenti dell’ultima guerra, come vissuti da una comunità della Valle d’Aosta.


  • Lo Scarpone
    Due notti di ghiaccio


 
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