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L'Altipiano un posto per gli uomini

L'Altipiano un posto per gli uomini

Introduzione di Giovanni Kezich

Cartonato con sovraccoperta plastificata a colori, formato cm 21,5x28, pp 120 con oltre 80 immagini in bianco e nero

ISBN 978-88-8068-274-5
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  • Ideabiografica
    Il titolo è esemplificativo di un testo – corredato di bellissime immagini – che parla di una dimensione che non ha dimenticato il trascorrere pacato dell’esistenza, secondo i ritmi lenti della natura e del vivere contadino.Qui Mario Rigoni Stern prosegue il suo discorso di sempre, già iniziato col “Sergente nella neve”, la via del ritorno dopo la terribile disfatta in Russia, il ritrovare il clima fraterno e secolare dell’altipiano di Asiago, la famiglia, la terra, gli UOMINI.
    Il testo di questo libro esprime la stessa lentezza del vivere sull’altipiano, conserva nella sua prosa ben cadenzata la liricità della natura, sembrerebbe essere proprio scandito dal camminare in un bosco, passione che Stern non tralascia mai di descrivere nei sui bellissimi, toccanti libri. L’aspetto iconografico di questo testo è molto curato, sia nella scelta delle fotografie che nella stessa impaginazione, qualità divenuta molto rara di questi tempi, quindi molti complimenti sia agli autori che all’editore.
    Le immagini raccontano un vivere fatto di cose semplici, che derivano dal contatto profondo con la terra, e da una netta identificazione degli abitanti col loro territorio. Non è semplice, in tempi fatti di non luoghi, il narrare di un luogo così fortemente caratterizzato, pena passare per retrogradi. Si tratta di una scelta coraggiosa e per chi ha scritto il libro, e per chi l’ha pubblicato. Non finiranno mai di sorgere Mc Donald’s, tuttavia si spera vi siano sempre voci alte nella letteratura e nell’arte, che ci facciano ricordare da dove veniamo, chi siamo e, forse, dove andiamo.

  • montagnapertutti.it
    montagnapertutti.it
    La montagna per tutti





    Il titolo è esemplificativo di un testo – corredato di bellissime immagini – che parla di una dimensione che non ha dimenticato il trascorrere pacato dell’esistenza, secondo i ritmi lenti della natura e del vivere contadino. Qui Mario Rigoni Stern prosegue il suo discorso di sempre, già iniziato col “Sergente nella neve”, la via del ritorno dopo la terribile disfatta in Russia, il ritrovare il clima fraterno e secolare dell’altipiano di Asiago, la famiglia, la terra, gli UOMINI. Il testo di questo libro esprime la stessa lentezza del vivere sull’altipiano, conserva nella sua prosa ben cadenzata la liricità della natura, sembrerebbe essere proprio scandito dal camminare in un bosco, passione che Stern non tralascia mai di descrivere nei sui bellissimi, toccanti libri.
    L’aspetto iconografico di questo testo è molto curato, sia nella scelta delle fotografie che nella stessa impaginazione, qualità divenuta molto rara di questi tempi, quindi molti complimenti sia agli autori che all’editore. Le immagini raccontano un vivere fatto di cose semplici, che derivano dal contatto profondo con la terra, e da una netta identificazione degli abitanti col loro territorio. Non è semplice, in tempi fatti di non luoghi, il narrare di un luogo così fortemente caratterizzato, pena passare per retrogradi. Si tratta di una scelta coraggiosa e per chi ha scritto il libro, e per chi l’ha pubblicato. Non finiranno mai di sorgere Mc Donald’s, tuttavia si spera vi siano sempre voci alte nella letteratura e nell’arte, che ci facciano ricordare da dove veniamo, chi siamo e, forse, dove andiamo.

  • La Vallée
    Strenne per tutte le tasche sulla "montagna" libri fotografici, romanzi e agende sotto l’albero
    Interamente dedicata alla Valle d’Aosta è la proposta di Priuli e Verlucca, “Un anno in Valle d’Aosta” , del Brel (Bureau Régional pour l’Ethnologie et la Linquistique), a cura di Alexis Bétemps, Saverio Favre, Lidia Philippot, Laura Saudin, Nathalie Silvani, Madalena Vittaz, con la collaborazione di Giorgina Vicquery. Per ogni giorno dell’anno, un pensiero, un proverbio, un aforisma accanto a una delle immagini di Davide Camisasca, Fabio Coluzzi, Cesare Cossavella e Enrico Romanzi, illustrano aspetti del paesaggio connessi all’identità e alla memoria, elementi della cultura tradizionale e antichi saperi, nell’ottica di un rafforzamento dell’identità culturale, di una riscoperta delle proprie radici. Il volume, premiato nella categoria Etnologia, al Salone del libro di Passy 2006, è bilingue, italo – francese, con molti dei testi tradotti anche in patois.A metà tra il libro fotografico e la raccolta di testi è “L’altipiano un posto per gli uomini” in cui uno scrittore e un fotografo forniscono il ritratto di un luogo e delle sue genti. L’altipiano non può essere che quello di Asiago sulle Prealpi vicentine, a ridosso del vecchio confine trentino, considerato che lo scrittore è Mario Rigoni Stern, acclamato cantore proprio di questo “altipiano”, divenuto, grazie a lui, un luogo dello spirito. Il fotografo, anche lui di Asiago, ma molto più giovane, è Enzo Rela, che persegue da più di trent’anni la ricerca della magia dei luoghi, dei sentimenti della gente, di calde atmosfere di montagna. Il risultato è un’antologia di vite di montagna, in un mondo che appare senza tempo, umile ma dignitoso, tramandato intatto di generazione in generazione, seppure sempre più minacciato dalla globalizzazione da un lato e da retorica e prepotenti localismi dall’altro.
    In «Due notti di ghiaccio» Virgilio Giacchetto, forte dell’esperienza personale di guardaparco, ci insegna a guardare e a godere delle bellezze dell’ambiente naturale del Parco del Gran Paradiso, coinvolgendoci in un’operazione di soccorso sul ghiacciaio del Money nell’alta Valle di Cogne.
    Frutto di un paziente lavoro di ricerca condotto da Fernanda Favre con il gruppo alpini di Arnad è «Alpini di Arnad – In Jugoslavia dopo l’8 settembre 1943». Attraverso le testimonianze dirette di quelli ancora in vita e il ricordo dei famigliari degli scomparsi, diari, fotografie e cartoline, vengono ricostruiti alcuni momenti dell’ultima guerra, come vissuti da una comunità della Valle d’Aosta.

  • alpinia.net
    leggi qui la  recensione sualpinia.net
    Un anno sull’Altipiano – inverno primavera estate autunno – nel racconto a due voci di un fotografo e di uno scrittore, nella tradizione di Un paese (1955) di Cesare Zavattini e di Paul Strand.L’Altipiano per antonomasia, dai tempi di Emilio Lussu, è quello di Asiago o «dei Sette Comuni» sulle Prealpi vicentine, a ridosso del vecchio confine trentino.
    Lo scrittore è Mario Rigoni Stern, ormai acclamatissimo nonché serenamente ottuagenario, che del suo Altipiano ha saputo fare, in una vita intera di lavoro letterario, una specie di luogo dello spirito.
    Il fotografo, asiaghese anche lui ma molto più giovane, è Enzo Rela, che coltiva in silenzio da più di trent’anni con amore e con rara perizia una propria originale poetica del bianco e nero, severa e scanzonata insieme. Con attenzione compunta, con sagacia, con spirito, Rela con la sua Leica o con una vecchia Olympus reflex va alla ricerca della magìa sottile dei luoghi, del sentimento silenzioso del tempo, della segreta spontaneità di compaesani e compaesane colti alla sprovvista dall’obiettivo: alla ricerca di quel senso dell’esistere, misterioso e beffardo insieme, che è talora dato cogliere nello sguardo degli anziani.
    Luoghi, persone, atmosfere che sono gli stessi dei racconti di Rigoni Stern. Vi è infatti, tra le belle immagini di Rela e i temi cari a Rigoni Stern, una corrispondenza naturale ed evidente, che balzerà subito agli occhi di quanti – e sono tanti – hanno amato Il bosco degli urogalli, la Storia di Tönle, e tanti altri dei libri dello scrittore asiaghese.
    Nasce così questo libro, un po’ reportage e un po’ Spoon River, per uno sguardo su un mondo di montagna che appare assorto in una propria quotidianità senza tempo, ineffabile in una sua umiltà dignitosa e semplice, la stessa che si coglie sui visi di tanti dei piccoli patriarchi al tramonto ritratti da Rela.
    Un mondo di grandi spazi aperti e luminosi, di neve che cade e che poi se ne va, di vecchi che invecchiano e di bimbi che nascono, anni luce lontano da qualsiasi oleografia alpestre, da tanta retorica alpinologica o dal prepotente localismo oggi in gran voga: l’Altipiano, un posto per gli uomini.

  • Sci
    Il mondo di Rigoni Stern
    Un anno sull’Altipiano nel racconto a due voci di un fotografo e di uno scrittore. L’Altipiano in questione è quello per antonomasia, quello di Asiago o “dei Sette Comuni”, sulle Prealpi vicentine; lo scrittore è Mario Rigoni Stern, che del suo Altipiano ha fatto una specie di luogo dello spirito, mentre il fotografo è Enzo Rela, asiaghese anche lui. “L’Altipiano, un posto per gli uomini” è un po’ reportage un po’ Spoon River, un mondo di montagna senza tempo che piacerà moltissimo a chi ha amato le pagine de “Il sergente nella neve”.

  • Lo Scarpone
    Una vita in salita

Estratti



Un anno sull’Altipiano – inverno primavera estate autunno – nel racconto a due voci di un fotografo e di uno scrittore, nella tradizione di Un paese (1955) di Cesare Zavattini e di Paul Strand. L’Altipiano per antonomasia, dai tempi di Emilio Lussu, è quello di Asiago o «dei Sette Comuni» sulle Prealpi vicentine, a ridosso del vecchio confine trentino. Lo scrittore è Mario Rigoni Stern, ormai acclamatissimo nonché serenamente ottuagenario, che del suo Altipiano ha saputo fare, in una vita intera di lavoro letterario, una specie di luogo dello spirito. Il fotografo, asiaghese anche lui ma molto più giovane, è Enzo Rela, che coltiva in silenzio da più di trent’anni con amore e con rara perizia una propria originale poetica del bianco e nero, severa e scanzonata insieme.
Con attenzione compunta, con sagacia, con spirito, Rela con la sua Leica o con una vecchia Olympus reflex va alla ricerca della magìa sottile dei luoghi, del sentimento silenzioso del tempo, della segreta spontaneità di compaesani e compaesane colti alla sprovvista dall’obiettivo: alla ricerca di quel senso dell’esistere, misterioso e beffardo insieme, che è talora dato cogliere nello sguardo degli anziani.
Luoghi, persone, atmosfere che sono gli stessi dei racconti di Rigoni Stern. Vi è infatti, tra le belle immagini di Rela e i temi cari a Rigoni Stern, una corrispondenza naturale ed evidente, che balzerà subito agli occhi di quanti – e sono tanti – hanno amato Il bosco degli urogalli, la Storia di Tönle, e tanti altri dei libri dello scrittore asiaghese. Nasce così questo libro, un po’ reportage e un po’ Spoon River, per uno sguardo su un mondo di montagna che appare assorto in una propria quotidianità senza tempo, ineffabile in una sua umiltà dignitosa e semplice, la stessa che si coglie sui visi di tanti dei piccoli patriarchi al tramonto ritratti da Rela. Un mondo di grandi spazi aperti e luminosi, di neve che cade e che poi se ne va, di vecchi che invecchiano e di bimbi che nascono, anni luce lontano da qualsiasi oleografia alpestre, da tanta retorica alpinologica o dal prepotente localismo oggi in gran voga: l’Altipiano, un posto per gli uomini.
 
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