feed rss Feed RSS     Newsletter Newsletter
 
 
 
LO STADIO CHE CAMBIA IL CALCIO

LO STADIO CHE CAMBIA IL CALCIO

Volume cartonato con copertina plastificata opaca, pagine 144 interamente a colori, formato cm 26,5x22,5   Testo in italiano e in inglese.
ISBN 978-88-8068-536-4

PRODOTTO UFFICIALE JUVENTUS
Ristampato a sole due settimane dall'uscita


novità
 

Recensioni

  • Tuttosport
    Così è nata la casa della Juve
  • Tuttosport
    Juventus Stadium

    È già in vendita il libro che racconta com'è nato

  • gazzetta.it
    Lo Juventus Stadium in volume. L'album di un'idea rivoluzionaria
     
    "Lo stadio che cambia il calcio" racconta per immagini come da zero si sia arrivati a costruire la nuova struttura dove giocano i bianconeri. Prefazione di Andrea Agnelli
    "Questo è per noi un investimento importante, perché ci permette di colmare un gap con i più importanti club europei, che proprio da questo genere di impianti arrivano a ricavare fino ad un terzo dei loro introiti. In Italia siamo i primi ad avere uno stadio di proprietà e ci auguriamo di non restare gli unici, perché all'estero questa è una norma e non un'eccezione". Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, scrive così nelle prime pagine del volume "Lo stadio che cambia il calcio" (Priuli & Verlucca), il racconto per immagini della nascita del nuovo stadio dei bianconeri.

    IMPORTANZA — Dalla realizzazione degli spalti alla saldatura dei quattro pennoni firmati Giugiaro alti 86 metri; dal rivestimento dell'involucro superiore e laterale alla predisposizione del campo da gioco; dall'allestimento degli interni realizzati su suggerimento di Pininfarina alla pavimentazione del parterre a quota 18,55 metri, con le stelle dei grandi della storia juventina e le stelline dei tifosi che hanno deciso di entrare nella storia bianconera. "Lo stadio che cambia il calcio" è l'album dei ricordi dello sportivo che riconosce l'importanza dello Juventus Stadium nell'economia del pallone made in Italy. Un documento imprescindibile per coloro che considerano davvero la nascita del nuovo impianto bianconero come la risposta italiana allo strapotere economico e non solo delle migliori squadre europee.

    Ed ecco una serie di curiosità in pillole.
    16 ANNI — Il Delle Alpi ha ospitato le gare interne di Juventus e Torino per sedici anni, dal 1990 al 2006
    SEIMILA TONNELLATE — Al termine della demolizione del vecchio stadio sono state recuperate 6mila tonellate di acciaio, rame e alluminio
    UN MILIONE DI EURO — Il risparmio generato dal parziale riutilizzo del materiale recuperato 1300 tonellate – il peso complessivo delle quattro travi reticolari “ad arco rovescio” che costituiscono l’ossatura principale della copertura
    125 METRI — È la misura delle due travi poste in corrispondenza dei lati lunghi del catino, mentre quelle sui lati corti ne misurano 90. Sono state trasportate in cantiere con mezzi ordinari e poi assemblate a terra.55 CM — Lo spessore complessivo dei diversi strati di ghiaia, lima, argilla, terreno naturale e torba, il cui drenaggio è composto da una rete di tubi forati a passo di quattro metri.
    27 KM — La lunghezza dei piccoli tubi in pvc posati a serpentina che servono a far funzionale l’impianto di riscaldamento ad acqua glicolata che nella stagione invernale viene utilizzato per mantenere la temperatura idonea alla conservazione del manto erboso

  • Juventinovero.com
    La Juventus, il suo nuovo stadio e Marchisio in libreria

  • golmania.it
    Lo Juventus stadium

  • LeggereTutti
    Juventus tra Stadium e Museum

  • La Valsusa
    Il grande stadio della Juve

Estratti



La nuova casa della Juventus è finalmente pronta. Per celebrare questo momento, che segna per la nostra società l’inizio di una nuova era, nasce questo volume, un racconto per immagini di quella che definirei come una vera e propria “creazione”. La chiamo così perché basta guardare una delle fotografie che compongono questo libro, quella che raffigura una spianata in un’area quasi desertica, per avere la sensazione che quest’opera, che sorge sulle ceneri del vecchio Delle Alpi, in realtà nasca dal nulla. Sia chiaro, non voglio dimenticare l’impianto che ci ha visti trionfare e gioire, ma è evidente che quest’opera sontuosa, realizzata da un pool di architetti e di ingegneri di fama internazionale, è tutt’altra cosa non solo rispetto alla vecchia struttura, ma anche al resto degli impianti italiani. Questo è per noi un investimento importante, perché ci permette di colmare un gap con i più importanti club europei, che proprio da questo genere di impianti arrivano a ricavare fino ad un terzo dei loro introiti. In Italia siamo i primi ad avere uno stadio di proprietà e ci auguriamo di non restare gli unici, perché all’estero questa è la norma e non un’eccezione. Ritengo che la “nuova casa” della Juventus, oltre ad avere un  enorme valore affettivo, possa anche diventare per la società un’importante fonte di ricavi, attraverso i quali perseguire quel fair play finanziario che sta alla base della politica del Presidente della Uefa Michel Platini. Si tratta di un investimento importante che pensiamo meriti di essere ripagato. 
Il nostro stadio, che in questo volume vedete raccontato attraverso le immagini suggestive raccolte da fotografi che ne hanno seguito passo dopo passo la costruzione, sarà uno stadio per il calcio, come dimostra l’ottima visibilità, basti pensare che le prime file di seggiolini sono a soli sette metri e mezzo dal campo da gioco. Sono inoltre previste attività di business e di entertainment, le prime nelle aree Premium, le seconde sugli spalti, dove il pubblico, che avrà accesso a servizi di alto livello, sarà coinvolto in attività finora mai organizzate in uno stadio italiano.
È giusto infine allargare lo sguardo a ciò che circonda questa struttura. L’area interessata da questo profondo rinnovamento è di circa 360.000 metri quadrati. Ci saranno infatti, oltre all’impianto in cui giocheremo, anche il centro commerciale Nordiconad, adatto a soddisfare le esigenze dei clienti della grande distribuzione e che, particolare non trascurabile, genererà anche molti posti di lavoro, il Museo, dove rivivere la nostra storia, aree verdi, parcheggi, campi da calcio e fra qualche anno anche la sede sociale.
A livello di infrastrutture, assieme ai siti olimpici e alle Spine, sarà una delle più grandi opere realizzate a Torino negli ultimi vent’anni. Inoltre, la nostra volontà di far vivere l’impianto non solo il giorno gara ma tutta la settimana, sarà un’ottima occasione per dare nuova vita a un quartiere che è già stato riqualificato a livello urbanistico contestualmente alla costruzione dello stadio e che ha voglia di vivere con noi un futuro ricco di soddisfazioni per tutti.


Andrea Agnelli

 
Desideri essere aggiornato sulle nostre novità editoriali?

feed rss Iscriviti al feed RSS
Newsletter Iscriviti alla Newsletter
Questo sito rispetta gli standard di accessibilità
stabiliti dal consorzio internazionale W3C
XHTML Valido
CSS Valido
Credits
© 2017 Priuli & Verlucca, editori
Scarmagno (TO)
P.Iva e Codice Fiscale: 00870160017
realizzato da Bielleweb
Dati fiscali societari
Privacy
Cookie Policy