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La Processione da Fontainemore a Oropa

La Processione da Fontainemore a Oropa

Brossura editoriale con sovraccoperta plastificata a colori, 144 pagine, con 111 fotografie, formato cm 21x29,7
Quaderno numero 95

ISBN 978-88-8068-483-1
 

Recensioni

  • Coumboscuro
    La Priuli & Verlucca continua a documentare la civiltà alpina

    I monti sono territorio dell’infinito e della paura. Le popolazioni che hanno occupato le terre alpine, nei secoli hanno vissuto in stretta simbiosi con la grandezza e l’imponenza delle altezze. La propensione al sacro, la ricerca dell’infinito lungo le linee delle displuviali contro cielo hanno segnato fortemente la ricerca di spiritualità dei popoli delle Alpi. Luoghi di grande suggestione, speroni di montagna, conche di ampia bellezza, sorgenti sono diventati luoghi di culto e di santuari. L’atteso quaderno di cultura alpina “ La processione di Fontainemore a Oropa”, finalmente pone in risalto una delle più antiche e sentite espresioni di fede in zona alpina. “A sette anni ho fatto al mia prima processione ... al mattino della partenza, il cuore si fa grosso: la fede, il canto, i ricordi. Noi a Fontainemore sentiamo la Processione dentro di noi. Sappiamo che dobbiamo portarla avanti, per tramandarla ai nostri giovani. La nostra è una fede che viene da lontano e sentiamo la Madonna vicina. La Processione ci porta gioia e tristezza. Sentendo il canto delle litanie Regina Montis Oropa, si ricordano i nostri defunti e la gente piange, perché la Madonna nera ci lega al passato, al presente ed al futuro; è un legame continuativo, che si ripete da più di quattrocento anni”. Nelle vibrazioni intime di Mario Rolland di Fontainemore, tutta la profondità e la verità di questo libro.

  • La Vallée notizie
    A Fontainemore la storia della Processione di Oropa è stata rivissuta per immagini
    FONTAINEMORE (bvr) Cesare Cossavella, l’ex casellante della Società Autostrade Valdostane, per la sua passione per la fotografia e le ricerche effettuate nel corso degli anni su diversi temi della tradizione e cultura valdostana, a pieno titolo, oggi può essere considerato tra i più documentati etnofotografi in attività. Tra l’altro, Cossavella - che vive ad Arnad e le cui fotografie compaiono in diverse pubblicazioni - nell’anno appena concluso ha dedicato parecchie energie anche alla cura del volume «La Processione da Fontainemore ad Oropa» edito da Priuli & Verlucca dove ha raccolto le immagini più suggestive e le testimonianze dei tanti partecipanti al millenario pellegrinaggio, del quale ogni cinque anni, in segno di gratitudine e devozione verso la Madonna Nera di Oropa, si rendono protagonisti gli abitanti di Fontainemore, ormai accompagnati da altri migliaia di fedeli giunti da ogni dove. L’ultima processione si è svolta lo scorso mese di luglio. E per ringraziare dell’ospitalità e della collaborazione ricevuta dalla gente di Fontainemore in occasione della processione e durante la lavorazione del libro, con la collaborazione del parroco del paese don Paolo Quattrone, dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Speranza Girod, mercoledì 5 gennaio scorso, il fotografo valdostano ha voluto dedicare una serata ai fedeli della comunità parrocchiale di Fontainemore che da secoli onorano con devozione il pellegrinaggio e la Madonna d’Oropa. Nella gremita chiesa del capoluogo dedicata a Sant’Antonio, accompagnato all’organo dalle melodie sacre eseguite da Domenico Clapasson, enfant du pays, compositore e docente di pianoforte al conservatorio di Brescia, Cesare Cossavella ha presentato al pubblico una rassegna del suo voluminoso album di fotografie (alcune effettuate con la collaborazione di Celestino Vuillermoz, Maurizio Marthyn e Massimo Sardo), dedicate alle processioni svolte a Fontainemore nell’arco di 25 anni, dal 1985 al 2010. Cossavella - che per sei volte ha accompagnato i fedeli valdostani nel loro cammino notturno (oltre 12 ore) tra i monti per superare, partendo dal villaggio del Pillaz, i 2.223 metri del Pian della Ceva e scendere nel versante biellese sino raggiungere il vecchio Santuario di Oropa e ha immortalato con migliaia di immagini la fatica, il riposo, la fede e la gioia di tante persone - mercoledì scorso per quasi due ore ha fatto rivivere alla popolazione di Fontainemore momenti densi di emozione. Soprattutto nella prima parte della proiezione, che era dedicata alle edizioni passate della Processione, compresa quella del 1989 (anticipata eccezionalmente di un anno), sabato 16 luglio, quando ad Oropa ad attendere il pellegrinaggio c’era pure il Santo Padre Giovanni Paolo II. Nel vedere tante care persone ormai scomparse, bambini che oggi sono a loro volta diventati genitori e mamme e papà che l’altra sera avevano per mano i nipotini, per tanti fedeli di Fontainemore presenti in chiesa, i ricordi, intensi ed indimenticabili, si sono susseguiti. La bella serata dedicata alla storia della processione di Oropa, attraverso le foto di Cesare Cossavella, si è aperta e conclusa con due lodi alla Madonna ottimamente interpretate dalla Cantoria parrocchiale di Fontainemore diretta da Sergio Clapasson dove, come sempre, spiccava la voce solista di Sandra Minelli, che al pari della sorella Chiara (anche lei nella cantoria, encomiabile animatrice parrocchiale, nonché tra le organizzatrici della Processione d’Oropa insieme alle sorelle Rina e Lina Jacquemet che da quando la loro mamma Marguita non c’è più (è scomparsa ultra centenaria tre anni fa), sono diventate le memorie storiche della processione), proprio nella giornata di mercoledì avevano ricevuto la gradita visita del cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano, che approfittando di una breve vacanza al paese d’origine di Romano Canavese, accompagnato da alcuni parenti aveva fatto una breve gita sino a Gressoney. L’alto prelato, che ha voluto pranzare come un qualsiasi avventore nelle sale del ristorante Oropa di Fontainemore di Sandra Minelli, non è la prima volta che onora con la sua discreta presenza le famiglie Minelli e Perrenchio. Un'amicizia lega infatti da quasi quarant’anni il cardinale Bertone al confratello salesiano e suo compagno di studi don Fausto Perrenchio, amato zio di Chiara e Sandra.

  • Studi piemontesi
    La Processione da Fontainemore a Oropa
    Fontainemore, piccolo paese della media Valle del Lys (o di Gressoney) in Valle d’Aosta, conserva da secoli un forte spirito religioso e devozionale nei confronti della Madonna Nera di Oropa, che si concretizza nell’antica processione al santuario biellese. Un suggestivo racconto di tale tradizione viene oggi offerto ai lettori grazie alle testimonianze raccolte in questo libro da Cesare Cossavella. Accanto alla parola del pellegrino, il volume riporta la documentazione fotografica delle ultime cinque edizioni (1985-2005) insieme a una selezione di immagini d’epoca. La grande valenza simbolica dell’ evento - scrive, in una pagina di premessa, don Paolo Quattrone parroco di Fontainemore - si percepisce dagli sguardi, dal canto, dai silenzi, dai volti. In tale contesto il percorso di fede verso il Santo Simulacro - allegoria della vita - si trasforma nel patrimonio immateriale di un’intera comunità. Tema, quest’ultimo, sul quale si sofferma, in apertura del volume, la penetrante analisi di Valentina Porcellana (Per una lettura antropologica del rito, pp. 17-30). Per essere compreso nella sua complessità, afferma l’autrice, l’evento necessita, innanzitutto, di essere valutato «attraverso le esigenze, sempre nuove, di cui è investito dai protagonisti che lo animano »: «nella sua continuità temporale, nella vivezza dei sensi, la processione si fa interprete della contemporaneità in cui vivono gli uomini e le donne che la agiscono» (p. 17). Collocato nella sua giusta dimensione, il rito processionale di Fontainemore viene di seguito analizzato prendendo in considerazione il tempo e lo spazio, gli attori che lo animano, i simboli che lo caratterizzano e infine il significato che sembra assumere per la società che lo vive. Tempo e spazio, in particolare, risulterebbero strettamente uniti dalla forza del rito. «Ogni momento - commenta la ricercatrice - richiede un particolare raccoglimento, ogni luogo è carico di un particolare significato che si concretizza nell’azione: un canto, una preghiera, un gesto, un momento di silenzio» (p. 21). Gli attori che “promuovono” la processione, ricorda sempre la studiosa, rivestono a loro volta un ruolo non secondario all’interno delle relazioni e degli equilibri sociali del paese. Le motivazioni che spingono al “cammino”, infine, potranno rimandare ad un mai sopito desiderio tanto di “spiritualità” quanto di “comunità”. In tale prospettiva, Valentina Porcellana può concludere scrivendo: «Al di là dei confini di una religione, il pellegrinaggio, in quanto rito simbolicamente potente, diventa un modo per l’individuo contemporaneo di andare alla ricerca e alla riscoperta di sé» (p. 29).

  • aostasera.it
    Processione Fontainemore - Oropa: la bellezza di una tradizione secolare

  • La Repubblica
    La Vergine Nera di là dal monte
  • Avvenire
    Quell'evento che crea comunità

  • Avvenire
    La Madre di Oropa una luce nella notte dei pellegrini

  • La Vallee notizie
    La secolare Processione da Fontainemore a Oropa
  • La Vallee Notizie
    La processione di Oropa in un libro

  • Il Biellese
    L’estate al Santuario di Oropa
  • Il Biellese
    L’antica processione di Fontainemore

  • Corriere di Novara
    Estate al Santuario

  • La Stampa
    La Madonna Nera trovata dal pastorello
    «Da secoli, ogni cinque anni, gli abitanti di Fontainemore e della Vallesa attraversano la montagna e si recano in processione al Santuario di Oropa per venerare la Madonna Nera, la cui statua - secondo la leggenda - fu ritrovata da un pastorello sordomuto di Fontainemore ». Questa è l’efficace sintesi dell’editore al libro di Cesare Cossavella che ha raccolto 200 testimonianze e propone le immagini (edizioni 1985-2005) di questo straordinario pellegrinaggio

  • La Stampa
    Scatti d’autore tra pellegrini
    Un concentrato di fede, devozione e tradizione che si snoda lungo il percorso processionale tra Fontainemore e Oropa. Protagonista dell’itinerario è il territorio montano, attraversato da migliaia di pellegrini che, dopo una notte di camminata, superato il valico della Barma (fra la Valle del Lys e quella di Oropa), giungono al Santuario della Madonna Nera. Fontainemore rinnoverà il 30 luglio la tradizionale processione ad Oropa: l’avvenimento, molto atteso, coinvolge tutta la popolazione e si ripete con modalità pressoché immutate da oltre quattrocento anni. E per fissare l’evento in un documento che possa essere tramandato ai posteri, l’etnofotografo di Arnad, Cesare Cossavella, per l’editore Priuli & Verlucca, con la collaborazione di Valentina Porcellana, ha pubblicato il volume «La processione da Fontainemore a Oropa» che sarà presentato questa sera alle 21 nel Centro visite Saint- Roch di Fontainemore. Osservatore privilegiato, avendo partecipato, dal 1985, alle ultime cinque processioni, Cossavella dice: «Da secoli gli abitanti di Fontainemore e della Valle del Lys attraversano la montagna ogni cinque anni recandosi al Santuario di Oropa per venerare la Madonna Nera. L’organizzazione dell’avvenimento costituisce, da sempre, un momento di forte coesione e di aggregazione tra le due vallate. Nell’ultima edizione del 2005 sono stati quasi 3000 i pellegrini che hanno preso parte a questo eccezionale momento di fede». Nelle oltre duecento testimonianze raccolte nel volume emergono, attraverso le parole dei pellegrini, i molteplici aspetti di questo evento: la processione da Fontainemore ad Oropa s’inizia il venerdì alle 19 e si conclude alle 12 di sabato con l’ingresso nel santuario. Amezzanotte, dalla cappella del Pillaz, a 1216 metri d’altitudine, s’inizia a percorrere sentieri e mulattiere alla luce delle torce, fino a superare il Colle della Barma e raggiungere i 2223 metri del Pian della Ceva. Dopo una preghiera e un canto, la processione prende la sua forma ordinata. La lunga fila di pellegrini è aperta dal Pastorale, figura tradizionale che guida e ritma il passo, e dalla Croce, seguita dallo stendardo della parrocchia con l’immagine della Madonna Nera. Al seguito gli uomini, con un foulard bianco sulle spalle, le donne con un velo candido, le componenti della Confraternita in abito bianco, i cantori, il clero e le autorità civili. In coda rimane chi non è in regola con l’abbigliamento, consuetudine fatta rispettare dai «bâtonniers» che hanno anche il compito di aiutare i fedeli nei punti difficili. «Camminare tutta la notte, lentamente e pregando, è un’esperienza di cui è difficile parlare: bisogna provare a farla» dice Cossavella. Nell’opera, realizzata con il patrocinio del Comune di Fontainemore e della Regione Valle d’Aosta, sono evidenziate oltre duecento testimonianze che l’autore ha raccolto fra gli abitanti di Fontainemore, fra i sacerdoti che si sono succeduti alla guida della parrocchia, fra i tanti pellegrini che negli anni hanno preso parte alla processione. Ne emerge un quadro interessante e per nulla scontato, nemmeno per chi la processione la conosce e la vive fin da quando era bambino. Ogni testimonianza, pur nella ripetizione di alcuni elementi, conserva una sua specificità, talvolta quasi una sua unicità. La bellezza delle immagini di Cossavella che accompagnano il testo, aggiunge suggestione alle parole dei testimoni.

Estratti



Da sempre l’uomo ha un bisogno interiore di spiritualità. Da millenni le persone alla ricerca della fede si sono recate, sotto forme diverse, in pellegrinaggio nei luoghi di culto. Da secoli, ogni cinque anni, gli abitanti di Fontainemore e della Vallesa attraversano la montagna e si recano in processione al Santuario di Oropa per venerare la Madonna Nera, la cui statua – secondo la leggenda – fu ritrovata da un un pastorello sordomuto di Fontainemore.
Negli ultimi tempi il numero di persone che affrontano questo sentiero di fede è cresciuto a dismisura. Le migliaia di persone che vi prendono parte hanno creato un po’ di disorientamento ai fontainemorains che hanno paura di perdere la loro Processione, cosa che non avverrà mai perché questa professione di fede era, è e rimarrà sempre nei loro cuori, è la loro stessa vita, infatti in tutte le case del paese, si trovano immagini e statue della loro protettrice. La Processione è il vanto di questa piccola comunità che riesce anche in questa maniera a far partecipi tantissimi fedeli, che arrivano da molte parti.
Le più di duecento testimonianze raccolte in questo libro possono sembrare tante, o troppe, per una singola manifestazione, ma la parola del pellegrino fa risaltare quasi tutti gli aspetti di questo avvenimento; ovviamente le ripetizioni si rincorrono, ma ognuno ha dato un suo contributo particolare. Il volume è arricchito dalla documentazione fotografica delle ultime cinque edizioni (1985-2005) insieme a una selezione di immagini d’epoca.
 
Sommario

Presentazioni

Monsignor Giuseppe Anfossi
Vescovo della Diocesi di Aosta

Augusto Rollandin
Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta

Laurent Viérin
Assessore all’Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta

Don Paolo Quattrone
Parroco di Fontainemore

Gianpiero Girod
Sindaco di Fontainemore 2000-2010

Per una lettura antropologica del rito
di Valentina Porcellana

Da Fontainemore a Oropa e ritorno: la processione per immagini
Cronaca fotografica di Cesare Cossavella

Le interviste
di Cesare Cossavella

Indice degli intervistati

Glossario

Bibliografia

Ringraziamenti
 
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