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La grammatica della salvezza

La grammatica della salvezza

Ritualità popolare tra protezione e morte nel mondo alpino

Cartonato con sovraccoperta plastificata a colori, formato cm 14x21,5 pp 304 con inserto fotografico a colori

 

 

ISBN 978-88-8068-349-0
Premio Itas 2008 del libro di montagna Premio speciale della Giuria 56° Trentofilmfestival montagna esplorazione avventura

 

Recensioni

  • Lo Scarpone
    La grammatica della salvezza
  • alpinia.net

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    Un catalogo di regole, di usi, di tradizioni, che governano e spiegano fenomeni tra mondo e ultraterreno, viene redatto in questo saggio che contrassegna un percorso di ricerca su territori topologicamente diversi ma tipologicamente affini.

    La gente che appartiene a un territorio ha un proprio modo di articolare gesti, significati e credenze, segue certe regole che danno una qualche stabilità alle proprie manifestazioni rituali.

    Rintracciare le convenzioni che fanno assumere alle espressioni religiose tale stabilità è un po’ come ricercare e studiare la grammatica della salvezza.

    Intesa come bene terreno o ultraterreno anche la salvezza richiesta o perseguita è condizionata dall’epoca, dalle indicazioni ecclesiastiche e dalle idee che vengono da lontano.

    Tutte le diverse trame dei temi affrontati in questo volume muovono entro fenomeni di acculturazione: che si parli di ex voto, o di itinerari devozionali, di luoghi di culto, o di santi particolari, di battesimo o di bambini nati morti, sempre si ha a che fare con due culture che si fronteggiano.

    Eppure il culto e il popolare, il vicino e il lontano oltre le contaminazioni, mostrano la disciplina che le governa, la grammatica appunto, che consente di esprimerle e comprenderle correttamente.




Un catalogo di regole, di usi, di tradizioni, che governano e spiegano fenomeni tra mondo e ultraterreno, viene redatto in questo saggio che contrassegna un percorso di ricerca su territori topologicamente diversi ma tipologicamente affini.
La gente che appartiene a un territorio ha un proprio modo di articolare gesti, significati e credenze, segue certe regole che danno una qualche stabilità alle proprie manifestazioni rituali. Rintracciare le convenzioni che fanno assumere alle espressioni religiose tale stabilità è un po’ come ricercare e studiare la grammatica della salvezza. Intesa come bene terreno o ultraterreno anche la salvezza richiesta o perseguita è condizionata dall’epoca, dalle indicazioni ecclesiastiche e dalle idee che vengono da lontano. Tutte le diverse trame dei temi affrontati in questo volume muovono entro fenomeni di acculturazione: che si parli di ex voto, o di itinerari devozionali, di luoghi di culto, o di santi particolari, di battesimo o di bambini nati morti, sempre si ha a che fare con due culture che si fronteggiano. Eppure il culto e il popolare, il vicino e il lontano oltre le contaminazioni, mostrano la disciplina che le governa, la grammatica appunto, che consente di esprimerle e comprenderle correttamente.

 
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