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La vie dans les alpages valdôtains

La vie dans les alpages valdôtains

Avec une appendice sur magie, imaginaire et superstition dans les alpages d’antan

Brossura editoriale a colori, formato 13,7x21 cm, 208 pagine con inserto fotografico in b/n
ISBN 978-88-8068-453-4

PREMIO MARIO RIGONI STERN 2011

Edizione francese del volume «La vita negli alpeggi valdostanI»


 

Recensioni

  • La Vallée
    Assegnato ad Alexis Bétemps il Premio Mario Rigoni Stern
  • aidanews.it
    Alexis Bétemps primo vincitore del Rigoni Stern sul multilinguismo delle Alpi

    Venezia, 15 giugno 2011 (di A. Miatello). Il primo premio per “La letteratura multilingue delle Alpi “, intitolato a Mario Rigoni Stern, di cui ricorre domani (16 giugno) il terzo anniversario della morte verrà consegnato sabato 21 giugno presso il Palazzo del Turismo di Asiago, rinomato comune montano vicentino di 6.500 anime. Il premio è stato presentato ieri a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale, con la presenza di Angelo Tabaro. Lo sostengono la Provincia Autonoma di Trento, i Comuni di Asiago e di Riva del Garda e la Cassa di Risparmio Veneta e quella di Trento e Bolzano (dello stesso gruppo bancario). Ma il merito di questa iniziativa è l’associazione “Ars Venandi” in ricordo della carica di presidente che Rigoni Stern aveva coperto per il premio “Giacomo Rosini” e appassionato cacciatore.
    Alla conferenza stampa erano presenti anche i figli dello scrittore Gianni e Alberico, che si sono dichiarati soddisfatti per la riuscita di questo concorso, abbastanza originale nel suo genere. 
Si tratta del primo appuntamento molto atteso. Il riconoscimento è, infatti, articolato in due momenti, ad anni alterni: ad Asiago si sceglierà il migliore saggio mentre a Riva del Garda (Trento) il migliore per la narrativa.  L'intenzione dei promotori è comunque rivolta verso la cultura della montagna e del multilinguismo, di cui Rigoni Stern è sempre stato un assiduo sostenitore. Il vincitore di questa prima edizione è Alexis Bétemps, noto linguista e etnologo valdostano, molto impegnato anche socialmente, autore de "La vita negli alpeggi valdostani nella prima metà del Novecento" in due versioni, italiana e francese, per i tipi di Priuli &Verlucca di Scarmagno (To). Il coordinatore della giuria Giovanni Kezich (con Innocenzo Cipolletta, Ilvo Diamanti, Mario Isnenghi e Jon Mathieu) ha sottolineato come il saggio "non manca di trasmettere l’intima poesia di un mondo alpino laborioso, ordinato e prospero" in consonanza con la poetica di Rigoni Stern. Al vincitore saranno consegnati 10.000 euro e una medaglia di Pino Guzzonato, grande amico di Rigoni Stern.
(Dal libro) "Le mucche di montagna, quelle che si abbarbicano alle pendici delle nostre Alpi Occidentali almeno, non sono come le altre, tutte uguali e anonime, perse nella notte o sepolte in una stalla. Prima di tutto hanno un nome. Le nostre mucche portano il nome di fiori, di frutti, di città del mondo, di colori, di mestieri. Nonostante le restrizioni relativamente recenti che impongono agli allevatori di dare nomi che iniziano con la stessa lettera ai vitelli nati nello stesso anno, la scelta del nome è ancora un momento importante e riflette la sensibilità e gli interessi del proprietario".
    Bastano queste righe del saggio di Bétemps per capire che ci troviamo di fronte ad un altro mondo, mai conosciuto ma che ci appartiene, molto di più di quello che oggi le TV ci hanno abituato nel riconoscere filo per segno le marche di scarpe da ginnastica, di telefonini e quant'altro. Ma poi anche le stalle che abbiamo nella nostra pianura con le mucche o i vitelli allineati e legati ad una catena d'acciaio sembrano dei lagher. "Prima che le ultime tracce dei conduttori d'alpeggio e della loro civiltà siano cancellate per sempre, fermiamoci un istante per meglio comprendere l'immenso patrimonio culturale tramandato da queste comunità che per generazzioni hanno abitato, gestito, modificato e animato gli alti pascoli alpini".

  • Corriere dell'Alto Adige
    Alpeggi
  • Corriere dell'Alto Adige
    Alpeggi. Premio Rigoni Stern, vince il saggio di Alexis Bétemps. Lo scrittore: ho raccontato i valori della vita in malga.
  • ansa.it
    Premi: a Betemps 1/a edizione del 'Mario Rigoni Stern

    Leggi qui la notizia su ansa.it 


    (ANSA) - VENEZIA, 14 GIU - E' stata assegnata al valdostano Alexis Betemps la prima edizione del Premio Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi, sezione saggistica, per l'opera ''La vita negli alpeggi valdostani nella prima meta' del Novecento'' (Ed. Priuli & Verlucca, 2009). Il nome del vincitore e' stato reso noto oggi a Palazzo Balbi, sede della giunta regionale del Veneto. Erano presenti, tra gli altri, i figli di Mario Rigoni Stern, Gianni e Alberico. (ANSA).


  • Corriere del Trentino
    Alpeggi
  • Corriere del Trentino
    Alpeggi. Premio Rigoni Stern, vince il saggio di Alexis Bétemps. Lo scrittore: ho raccontato i valori della vita in malga.
  • Il Gazzettino
    Bétemps, la poesia del mondo alpino
  • Il Giornale di Vicenza
    Al valdostano Bétemps il premio Rigoni Stern
  • Le Peuple Valdotain
    16ème édition du Prix littéraire René Willien
    La maison Priuli & Verlucca remporte le premier prix

  • La Vallée
    Assegnati i Prix René Willien


L’alpage, celui à vaches en particulier, a été le pivot, pendant des siècles, de l’économie alpine, où l’autoconsommation était pratiquement incontournable, sans pour cela être à l’écart des grands courants commerciaux. Dans une bonne partie des Alpes occidentales, au-delà des frontières politiques, le mot montagne indiquait aussi, et disons même surtout, l’alpage, la haute montagne humanisée. L’alpage était la montagne par excellence. Ce fait linguistique nous fait bien comprendre l’importance historique de cette institution paysanne entrée en crise au cours du XXe siècle. Avant que la nature sauvage ne réaffirme ses droits sur la nature aménagée par l’homme dans les espaces alpins d’altitude, avant que les dernières traces des alpagistes et de leur civilisation ne soient effacées à tout jamais, arrêtons-nous un instant pour mieux comprendre l’origine, l’organisation, les originalités, le quotidien et l’immense héritage légué par ces communautés qui pendant des générations ont habité, aménagé, modifié et animé les hauts pâturages alpins.
 
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