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Lida, Cagliostro e (noi) altri

Lida, Cagliostro e (noi) altri

Brossura editoriale, 304 pagine, formato 13,7x21 c
ISBN 978-88-8068-397-1
Dallo stesso autore de "I racconti del Guardiaparco"

 

Recensioni

  • Coumboscuro
    Identità alpina al tramonto
  • alpinia.net

    Lidia, Cagliostro e (noi)altri


    Leggi qui l'articolo su alpinia.net
    È tutto vero, nulla è inventato dei personaggi e delle storie che qui racconta Ezio Capello, protagonista in prima persona o comprimario o cronista dalla viva voce dei protagonisti, dei quali ha febbrilmente annotato i ricordi, talvolta le confessioni, sul suo inseparabile blocco notes.

    Gli uomini, dai guardaparco del Gran Paradiso ai Tuareg, dagli ufficiali delle SS ai partigiani della Resistenza, interagiscono con ogni zampa, piuma o pinna. L’attenzione di Capello è rivolta al rapporto Uomo/animale che è sempre diverso secondo le circostanze, i paralleli geografici, le culture, i caratteri dei personaggi, ma con un’evidente costante: abbiamo bisogno gli uni degli altri. Nei casi migliori, peraltro, avviene una vera e propria simbiosi mutualistica, al punto che possiamo dire in molti casi, soprattutto se l’animale è un cane, che padrone e animale «prendono» l’uno dall’altro.

    Nelle storie di Capello probabilmente prevalgono i cani, come numero di presenze e intensità emotiva (v. la storia di Lida, entrata nel titolo, o quella di Ice, per 26 ore in un crepaccio), ma con lieta sorpresa troviamo muli e asini (Cagliostro, il super noto asino arrivato in cima al Gran Paradiso!), e i molti «altri» del nostro titolo. La felicità narrativa di Capello, che pare sempre attorno al fuoco di un bivacco, è tale che il lettore è subito coinvolto dal ritmo del racconto ricco di variazioni, ora fluente e disteso, ora incalzante e torrentizio.

    Talvolta sono vicende che vuoi sapere come vanno a finire; in altre irrompe la Storia; in altre ancora si sente il sapore del tè nel Sahara; in altre, infine, le nostre montagne sono attraversate dall’instancabile affabulazione di Capello, cosparsa di sana ironia con chiarezza e semplicità, come un lago alpino solcato da una canoa indiana…


  • La Vallée

    Storie di animali e uomini sulle Alpi

    AOSTA - Ezio Capello, diventato famoso con “I racconti del guardaparco” del 1973, volume che vide ben quattordici ristampe, è tornato da poco in libreria con “Lida, Cagliostro e (noi)altri” (Priuli & Verlucca, 12 euro). Il settantaquattrenne scrittore, torinese di nascita, ma affezionato frequentatore della Valle d’Aosta e della Valle di Cogne in particolare, nel frattempo ha prodotto libri vari di storia e cultura alpine, di viaggi, nonché romanzi e racconti. Questa volta propone una raccolta di “storie vere di uomini e animali”, come recita il sottotitolo, molte delle quali ambientate in Vallée. La Lida citata nel titolo era il pastore alsaziano del guardaparco Giuseppe Ferrando di Cogne, già protagonista de “i racconti del guardaparco”: una storia dolce e triste di un rapporto tra uomo e animale che continua oltre la morte. Capello da vero story-teller, racconta come davanti a un fuoco di bivacco o in una qualche felice occasione conviviale, con mano leggera, soffermandosi su situazioni buffe, curiose, meste, sempre particolari. La sua attenzione è focalizzata sul rapporto tra uomini e animali, siano essi cani, asini, muli, marmotte, stambecchi e persino vipere, quelle di cui andava a caccia in gioventù con i fratelli Ribetti. Talvolta fa ricorso a memorie personali, talvolta a scritti famosi, citando l’abbè Joseph Marie Henry e l’asino Cagliostro, trascinato fi n quasi in vetta al Gran Paradiso a dimostrazione di quanto fosse facile quell’ascensione, talvolta attinge a memorie storiche, come quando racconta di Carlo Emanuele I di Savoia e degli orsi della Val di Viù. Si tratta sempre di una prosa leggera, di facile lettura, a volte frizzante, a volte piena di empatia per i personaggi di cui racconta. Un volumetto che potrebbe accompagnare, un capitolo qua, uno là, qualche escursione nei luoghi descritti da Capello per incontrare famiglie di marmotte o i nuovi monarchi del Gran Paradiso.


  • La Stampa

    UOMINI E ANIMALI NEL LIBRO DEI RICORDI

    È tutto vero, nulla è inventato. I personaggi e le storie che racconta Ezio Capello come protagonista, comprimario o cronista, corrispondono alla realtà. Tutti interagiscono con gli animali che trovano sul cammino, dai guardaparco del Gran Paradiso ai Tuareg, dai soldati ai partigiani. I loro ricordi sono finiti sull’inseparabile block-notes di Capello e si sono trasformati nel libro «Lida, Cagliostro e (noi) altri. Storie vere di uomini e animali», editore Priuli&Verlucca. L’attenzione dell’autore (alpinista, viaggiatore e scrittore) è rivolta al rapporto uomo/animale, sempre diverso secondo le circostanze, le zone, le culture, ma con una costante: gli uni hanno bisogno degli altri e viceversa. In molti casi avviene una vera e propria simbiosi mutualistica, al punto che, soprattutto con i cani, si può dire che padrone e animale «prendano» l’uno dall’altro. Nelle storie di Capello prevalgono i cani: la storia di «Lida», entrata nel titolo, o di «Ice», per 26 ore in un crepaccio. Ma si trovano anche molti muli e asini (lo è «Cagliostro», di Valsavarenche) e molti altri animali. La capacità narrativa dell’autore, che pare sempre attorno al fuoco di un bivacco, coinvolge il lettore nel racconto ricco di variazioni: ora fluente e disteso, ora incalzante e torrentizio.


  • Lo Scarpone
    Nell'arca con Cagliostro


È tutto vero, nulla è inventato dei personaggi e delle storie che qui racconta Ezio Capello, protagonista in prima persona o comprimario o cronista dalla viva voce dei protagonisti, dei quali ha febbrilmente annotato i ricordi, talvolta le confessioni, sul suo inseparabile blocco notes. Gli uomini, dai guardaparco del Gran Paradiso ai Tuareg, dagli ufficiali delle SS ai partigiani della Resistenza, interagiscono con ogni zampa, piuma o pinna.
L’attenzione di Capello è rivolta al rapporto Uomo/animale che è sempre diverso secondo le circostanze, i paralleli geografici, le culture, i caratteri dei personaggi, ma con un’evidente costante: abbiamo bisogno gli uni degli altri. Nei casi migliori, peraltro, avviene una vera e propria simbiosi mutualistica, al punto che possiamo dire in molti casi, soprattutto se l’animale è un cane, che padrone e animale «prendono» l’uno dall’altro.
Nelle storie di Capello probabilmente prevalgono i cani, come numero di presenze e intensità emotiva (v. la storia di Lida, entrata nel titolo, o quella di Ice, per 26 ore in un crepaccio), ma con lieta sorpresa troviamo muli e asini (Cagliostro!), e i molti «altri» del nostro titolo.

La felicità narrativa di Capello, che pare sempre attorno al fuoco di un bivacco, è tale che il lettore è subito coinvolto dal ritmo del racconto ricco di variazioni, ora fluente e disteso, ora incalzante e torrentizio. Talvolta sono vicende che vuoi sapere come vanno a finire; in altre irrompe la Storia; in altre ancora si sente il sapore del tè nel Sahara; in altre, infine, le nostre montagne sono attraversate dall’instancabile affabulazione di Capello, cosparsa di sana ironia con chiarezza e semplicità, come un lago alpino solcato da una canoa indiana…
 
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