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Nero su Bianco

Nero su Bianco

Brossura editoriale, formato cm 12x19,5, pagine 384
ISBN 978-88-8068-251-6
 

Recensioni

  • LA STAMPA TTL tuttoLibri

    GIORNALI E DELITTI
    Veleni, veline, droga

    Claudio Cerasuolo, anch'egli giornalista de «La Stampa», firma il legal thriller Nero su Bianco (Priuli & Verlucca, pp 384, € 9,90), ambientato a Torino: una ragazza violentata da un tunisino, una maestra di danza uccisa dal senegalese di cui si è innamorata, un'anziana prostituta assassinata da chissà chi.


  • LA STAMPA

    «NERO SU BIANCO», LEGAL THRILLER

    La storia di una città e dei suoi delitti, un affresco nero di Torino tra tribunali, quartieri multietnici, integrazione e cambiamento. È l’ultimo romanzo di Claudio Cerasuolo, «Nero su bianco» (Priuli & Verlucca, editori), che verrà presentato alle 18 alla libreria Feltrinelli, piazza Castello 19. Ispirato alla cronaca, il legal thriller di Claudio Cerasuolo è ambientato a metà degli anni Novanta a Torino, in cui un triangolo che ha per vertici il vecchio Palazzo di Giustizia, con la disastrata galassia di uffici sparsi per la città, il carcere delle Vallette e Porta Palazzo. Tre storie che si rincorrono e si sovrappongono tra giallo, romanzo e cronaca. L’autore, ex capitano d’aviazione, giornalista, redattore della cronaca giudiziaria prima al «Gazzettino di Venezia», dove è nato, poi a «La Stampa» per oltre vent’anni, racconta – ispirandosi a fatti accaduti – tre vicende con un denominatore comune: l’incontro e lo scontro tra diverse etnie e la ostinata ricerca di due avvocati che cercano di scoprire e capire la realtà. «Nero su bianco», appunto. Una ragazza di 19 anni violentata da un tunisino perché il fidanzato l’ha consegnata agli spacciatori; una maestra di danza uccisa da un senegalese di cui è innamorata; un’anziana prostituta strangolata nella sua mansarda da un algerino: tre storie di violenza che sembrano, apparentemente, voler associare il nero (della pelle) alla violenza e alla sopraffazione, il bianco alle vittime. Ma, come impareranno I due giovani avvocati, la realtà è ben diversa dall’apparenza. «Nero su bianco» è il quarto romanzo di Cerasuolo dopo «Partita a tre», «Il sosia», «Il corniciaio di Amsterdam», «Delitti d’autore». [m.per.]


  • LA STAMPA

    Gianni Martini

    A chi piace il genere della cronaca nera che diventa romanzo la Priuli & Verlucca, propone lo scritto di Claudio Cerasuolo, ex capitano d’aviazione, ex redattore di giudiziaria a La Stampa. Aveva esordito come romanziere nel 1994 con «Partita a tre», offre una sequela di storie amare, pesanti. «Una ragazza di 19 anni violentata da un tunisino perché il fidanzato l’ha consegnata agli spacciatori: per lui vale meno di una dose. Una maestra di danza con una molteplicità d’interessi che la portano ad aiutare I deboli, si innamora di un senegalese e firma la sua condanna a morte. Una prostituta viene strangolata nella sua mansarda: la polizia sospetta di un algerino». Come ogni thriller il finale è a sorpresa. Sono 382 pagine a 9 euro e 90 centesimi.


  • TORINO SETTE

    LEGAL THRILLER A TORINO
    Giovanni Tesio

    Titolo non male per chi per una vita ha fatto giornalismo, scrivendo molto di cronaca giudiziaria. Dopo l’esordio della «Partita a tre», dopo la conferma de «Il sosia», dopo la replica de «Il corniciaio di Amsterdam», è la volta in cui Claudio Cerasuolo affronta una prova tutta italiana di quel filone di successo chiamato «legal thriller» ed ecco allora «Nero su bianco» (Priuli & Verlucca, pp. 384, euro 9,90). Quasi come sottotitolo di un saggio sui misteri paranormali appare una frase che inquieta ma ha lo scopo di mettere sul gusto: «Quasi sempre la realtà è diversa dalle apparenze».Il romanzo ambientato nella Torino degli anni Novanta, quella dove il tessuto sociale subisce un ennesimo stravolgimento dovuto alle nuove immigrazioni, dove la geografia del crimine assume nuovi contorni di crudeltà. Ma soprattutto ci si muove in una città dove la droga stravolge ogni cosa, condiziona comportamenti e rapporti. Un volume fitto in cui si racconta la storia di una ragazza di diciannove anni consegnata dal fidanzato ad uno spacciatore tunisino che la violenta. Da Palazzo di Città alle Vallette, da piazza IV marzo a corso XI febbraio, ci muove a scoprire tre crimini, molta violenza e molte vite che vengono di lontano.E il lettore, accanto ai due giovani penalisti coinvolti nei tre casi giudiziari legato ai fatti di sangue, impara a vedere oltre a quello che la realtà mostra.


  • LA REPUBBLICA

    UN LEGAL THRILLER NELLA TORINO FINE ’900

    È APPASSIONANTE questo «legal thriller» di Claudio Cerasuolo, ex cronista giudiziario de La Stampa e ormai consolidato scrittore di gialli.Dopo la Torino di fine Ottocento narrata in Delitti d’autore questa volta è la città degli anni Novanta ad essere protagonista.Intorno alla società multietnica ruota l’attività dei due giovani penalisti alle prese con tre casi giudiziari che sembrano avere un denominatore comune. Ma la realtà si rivelerà molto più complessa.




Una ragazza di 19 anni violentata da un tunisino perché il fidanzato l'ha consegnata agli spacciatori: per lui vale meno di una dose. Una maestra di danza, con una molteplicità di interessi che portano ad aiutare i più deboli, si innamora di un senegalese e firma la sua condanna a morte perché lui non sa uscire dal mondo della droga. Una anziana prostituta, che passa le sue giornate ad aspettare i clienti seduta su un paracarro sotto i portici di piazza Palazzo di Città, viene strangolata nella sua mansarda sotto i tetti che guardano la Chiesa del Corpus Domini: dopo aver arrestato il convivente, la Polizia sospetta di un algerino. Tre storie di violenza che sembrano avere un denominatore comune: nero il colore della pelle degli aggressori, bianco quello delle vittime. Ma, come impareranno a proprie spese i due giovani penalisti coinvolti nei tre casi giudiziari, la realtà può essere diversa da come appare.
Ispirato a crudi fatti di cronaca, il legal thriller di Claudio Cerasuolo è ambientato a metà degli anni Novanta a Torino, in un triangolo che ha per vertici il vecchio palazzo di giustizia, con la disastrata galassia di uffici sparsi per la città, il carcere delle Vallette e Porta Palazzo, dove la violenza nasce dal diverso colore della pelle. Un luogo diverso dall'immagine consegnata da Fruttero e Lucentini alla recente storia del giallo di matrice piemontese, non il balon, ma la piazza, con il più grande mercato all'aperto d'Europa, punto di incontro e fatalmente di scontro delle diverse etnie che vi gravitano, attratte dal commercio e dai traffici illeciti.
 
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