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New York 360°

New York 360°

Cartonato con sovraccoperta plastificata a colori, formato cm 34,5x31 con 130 fotografie che si aprono a 2, 4, 6 ante fino a 2 metri di lunghezza
ISBN 978-88-8068-326-1
Versione italo-inglese

 

Recensioni

  • nuok.it
    Sfogliare New York a 360 gradi

     
    Nella serie speciale a 360° dell’editore Priuli e Verlucca Editori troviamo anche New York. In apertura del bellissimo volume, troviamo una descrizione accurata, se mi si passa, un testo scritto fotografico sulla Metropoli tra le più fotografate del mondo. Fabio Bourbon, in poche pagine ci anticipa cosa poi si vedrà in quelle successive, immagini uniche, speciali, dell’esibizionismo architettonico come solo New York può mostrare. Parla della città con gli occhi del turista che la osserva camminando per le sue strade trafficate, abbagliato dagli sgargianti colori delle pubblicità e dai volti multietnici della gente.

    Le fotografie di apertura del volume sono meravigliosamente perfette: New York si è messa in posa come una diva, e le immagini che Luca Pedrotti ricava danno la sensazione di un ordine naturale anche se si tratta di strutture architettoniche per cui la Metropoli è famosa. Ci sono fotografie che prendono i colori delle stagioni, molte sono talmente studiate come prospettiva che hai la sensazione di essere davanti ad un quadro. Infatti sono veri e propri quadri di insieme, le fotografie composte di quattro pagine intere, che riescono a coinvolgere lo spettatore, catturandone completamente l’attenzione. E attraverso le fotografie troviamo anche che gli autori ci regalano delle ricerche storiche e artistiche su New York.

    Dopo le spettacolari fotografie, abbiamo una esauriente ricerca a livello storico che spiega il percorso negli anni che gli edifici hanno subito a livello di trasformazioni varie. Perchè appunto la città di New York possiede la straordinaria capacità di rinnovarsi in continuazione e sempre così tanto da sorprendere. In effetti risulta sempre nuova agli occhi di chi la osserva, proprio perchè nella Grande Mela non esiste il fermo al cambiamento e alle innovazioni.

    La popolazione della City, è gran parte discendente dagli immigrati che sbarcarono a Ellis Island, portano nei loro volti la storia della gente di tutto il mondo e le immagini di Pedrotti ci danno la sensazione di averle fotografate tutte.


  • Dove
    New York 360°

Estratti



Potrei tornare a New York in altre cinquanta occasioni: all’arrivo, il vago senso di smarrimento è sempre il medesimo. Una sensazione di vertigine, come se provassi fatica a reggermi dritto in piedi in mezzo ai colossi di acciaio, cemento e vetro schierati sull’attenti lungo le strade impastate di traffico, frastuono e insegne al neon. Sarà che vengo da una città che conta tanti abitanti quanto un quartiere della Grande Mela, sarà che questo frenetico universo vive solo nell’attimo presente e subito si trasforma, così da rendere più arduo ogni nuovo incontro con la metropoli. Certo è che ne sono sempre impressionato. Eppure, appena la si scorge all’orizzonte, attraversando l’East River provenienti dal J.F. Kennedy Airport, la sagoma dell’isola di Manhattan, con il profilo dei suoi grattacieli e dei suoi ponti appare quasi familiare, perfino scontata. Anche ora che è orfana delle torri gemelle del World Trade Center.
In fondo, mi ripeto, queste immagini le ho viste mille volte – nei film, in televisione, sulle riviste, nelle pubblicità – e non dovrebbero scuotermi più di tanto. Tuttavia, appena metto piede lungo una delle chilometriche avenue, sono subito colto da una forte emozione, dalla percezione, chiara e acuta, di sentirmi nella mitica New York. A dire il vero, usare questo aggettivo mi dovrebbe procurare un certo fastidio: vengo dall’Europa, dall’Italia anzi, e sono intriso di cultura classica e umanistica, di modo che nella mia personale classifica dovrebbero essere Roma, o Atene, o Parigi, a meritarsi questo peraltro inflazionato appellativo. Dovrei guardare con una certa sufficienza a una città che sembra costruita con i cubetti su scala ipertrofica. Eppure, dentro di me so bene che la rutilante megalopoli americana è ormai divenuta un mito essa stessa, uno dei simboli dell’era moderna. Non sarà il centro dell’universo, come vorrebbero alcuni, ma di sicuro New York occupa uno dei primi posti nell’immaginario universale e tutto quello che succede qui – culturalmente, politicamente, architettonicamente, finanziariamente – viene regolarmente emulato. È un dato di fatto che fino a questo momento nessuna altra città al mondo sia riuscita ad essere altrettanto rumorosa, vivace, stimolante, frettolosa, fantasiosa, prodigiosamente ricca, drammaticamente povera, multirazziale e contraddittoria, quanto lei, la «città che tocca il cielo». Questo è un luogo unico e inimitabile, che va interpretato di volta in volta, passo a passo.
 
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