feed rss Feed RSS     Newsletter Newsletter
 
 
 
O la borsa o la vita!

O la borsa o la vita!

Storie di banditi, avventurieri e idealisti in Piemonte tra Rivoluzione e Restaurazione

Cartonato con sovraccoperta, 208 pagine, formato cm 14x21,5
ISBN 978-88-8068-480-0
Il brigantaggio pre-risorgimentale di inizio Ottocento in dieci avvincenti storie tra leggenda e realtà

 

Recensioni

  • La Stampa
    La battaglia con i briganti tra i monti dell’Ottocento
    Uomini e storie che riemergono dal passato, portando il lettore nel Piemonte e nella Valle d’Aosta di oltre due secoli fa, quando il Paese era tormentato, sospeso tra il crepuscolo dellamonarchia e un destino incerto. Il racconto del brigantaggio pre-risorgimentale di inizio Ottocento è narrato, tra leggenda e realtà, da Alessandro Mondo, nel libro «O la borsa o la vita!», edizioni Priuli & Verlucca. Le pagine narrano di vite vissute pericolosamente, ciascuna delle quali rimanda a un personaggio preciso, con il suo passato, i suoi sentimenti, le sue paure e le sue speranze. Banditi, ma non solo. Il risultato è una galleria di figuremolte diverse tra loro, costrette nelle rigide gerarchie di una società arcaica e divise tra chiare scelte di vita: il credo politico, la condotta irreprensibile o il tuffo nell’illegalità. Biografie immaginate che acquistano spessore e coerenza alimentandosi dai documenti, inseriti nel testo, rigorosamente autentici. È documentata, a esempio, la rivolta del popolo contro le truppe francesi che nel 1801 aveva contagiato le province di Aosta e di Ivrea. L’unico trait d’union che accomuna i personaggi è l’incontro scontro con i briganti, una delle piaghe meno note del nord pre-unitario. Briganti nostrani, indifferenti alla potestà dei Savoia e impermeabili alle ideologie rivoluzionarie dell’epoca.

  • Il Risveglio
    O la borsa o la vita
  • Tutto Libri
    Dal Sud al Piemonte scorre il sangue dei ribeli
  • La Bisalta
    Banditi avventurieri e idealisti in Piemonte tra Rivoluzione e Restaurazione
    Ne «o la borsa o la vita» si narrano vicende, situazioni intriganti in cui dieci uomini, dieci storie riemergono dal passato riportandoci nel Piemonte di oltre due secoli fa: un Paese tormentato,dilaniato da piccole e grandi guerre, sospeso tra il crepuscolo della monarchia e un destino incerto. Vite vissute pericolosamente, ciascuna delle quali rimanda a un personaggio preciso: con il suo passato, i suoi sentimenti, le sue paure e le sue speranze. Li incontriamo nel pieno dei moti filo- repubblicani che sconvolsero l’angusto e obsoleto regno di Sardegna aprendo la strada alle baionette francesi ... Banditi, ma non solo. Il risultato è una galleria di figure molto diverse tra loro, costrette nelle rigide gerarchie di una società arcaica e divise da chiare scelte di vita. Ogni vicenda cerca di “fotografare”il carattere del protagonista e il suo inserimento nel contesto storico e sociale descritto con linguaggio diretto, a volte crudo ... L’accostamento nella trama di documenti originali testimonia l’autenticità delle storie narrate e, sfogliarne alcune, ci si rendersi conto che la realtà di quegli anni, in alcuni casi, ha superato la fantasia.

  • La Guida
    Banditi nostrani di fine Settecento

  • La Repubblica
    Il vecchio Piemonte e gli uomini contro

  • Torino Sette
    Nel Piemonte sabaudo
    Prima un vero e proprio libro di storia, ora un libro di racconti. Prima, con «I briganti del Piemonte», Alessandro Mondo ha scritto del brigantaggio piemontese, rispondendo alle domande cruciali: quali briganti? Quale rapporto tra briganti e società? A quali radici abbarbicati? Da quali connivenze mantenuti? Ora, con «O la borsa o la vita!», appena pubblicato da Priuli & Verlucca (pp. 210, euro 14,50) scrive storie tutte sue e su un preciso fondale storico narra di vicende verosimili, anche se documentariamente non veridiche. Insomma, laddove prevaleva la ragione saggistica, prevale ora la ragione letteraria nell’antica e sempre rinnovabile miscela di storia e invenzione. L’ambientazione è quella che ha caratterizzato il Piemonte sabaudo nel vortice della «bufera» rivoluzionaria. Alle spalle l’armistizio di Cherasco e la successiva pace di Parigi con cui Vittorio Amedeo III cede Nizza e Savoia alla Francia, obbligandosi a lasciare il passo libero alle milizie francesi. Al culmine l’abdicazione di Carlo Emanuele IV, l’esilio in Sardegna, l’effimero avvento degli austro-russi con Suvarov. Alberi della libertà abbattuti, soldati in fuga, frati sfratati e sanguinari, bande «sanfediste» che fanno capo alla Massa Cristiana di Branda Lucioni in caccia di teste giacobine, la desolazione di una terra afflitta dalla guerra civile e trasformata in un campo di vendette e di razzia. Come scrive Suvarov al riottoso barone austriaco Melas: «L’Italia dev’essere liberata dal giogo dei miscredenti Francesi, ogni ufficiale con senso dell’ onore deve sacrificarsi a questo scopo». Dentro un tempo così confuso e complesso, così violento e imprevedibile (lo stesso in cui Edoardo Calandra ambienta il suo romanzo maggiore, «La bufera», e alcune delle più riuscite novelle di «Vecchio Piemonte»), Mondo ci racconta le sue storie sorprendenti e drammatiche: le frustrazioni di un nobile, la vicenda di un medico che riconquista la libertà che gli era stata tolta, quella di un curato che finisce nel più balordo dei modi, quella di un soldato francese che si ritrova con un bottino inatteso, quella di un brigante (compagno del famigerato Violino) che riesce a farla franca, quella di uno scambio fortunoso, quella di un tradimento, quella di un pessimo affare, quella di una testa demoniaca, quella di un colpo fatale. Tra efferatezze e paure, tra colpi di trombone e agguati malandrini, tra sanfedisti e giacobini, i 10 racconti garantiscono una piacevole lettura.



Dieci uomini, dieci storie che riemergono dal passato riportandoci nel Piemonte di oltre due secoli fa: un Paese tormentato, sospeso tra il crepuscolo della monarchia e un destino incerto. Vite vissute pericolosamente, ciascuna delle quali rimanda a un personaggio preciso: con il suo passato, i suoi sentimenti, le sue paure e le sue speranze. Banditi, ma non solo. Il risultato è una galleria di figure molto diverse tra loro, costrette nelle rigide gerarchie di una società arcaica e divise da chiare scelte di vita. L’inserimento nella trama di documenti originali ravviva le storie narrate. Basta sfogliarne qualcuno per rendersi conto che la realtà di quegli anni ha superato la fantasia.
 
Indice

Introduzione

Nota al testo

Capitolo I - Sogni di gloria

Capitolo II - L’agguato

Capitolo III -«Dio lo vuole»

Capitolo IV - Il tesoro dimenticato

Capitolo V - Un insolito destino

Capitolo VI - Lo scambio

Capitolo VII - L’ultima alba

Capitolo VIII - Un pessimo affare

Capitolo IX - La caccia

Capitolo X - Il branco

Note

Indice dei nomi

Bibliografia
 
Desideri essere aggiornato sulle nostre novità editoriali?

feed rss Iscriviti al feed RSS
Newsletter Iscriviti alla Newsletter
Questo sito rispetta gli standard di accessibilità
stabiliti dal consorzio internazionale W3C
XHTML Valido
CSS Valido
Credits
© 2019 Priuli & Verlucca, editori
Scarmagno (TO)
P.Iva e Codice Fiscale: 00870160017
realizzato da Bielleweb
Dati fiscali societari
Privacy
Cookie Policy