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Summa prophetica

Summa prophetica

Svelate le XVI centurie del 1526 di Sigismondo Fanti l’ingegnere e matematico italiano che ha anticipato Nostradamus

Cartonato con sovraccoperta plastificata e trancia in oro a colori, con illustrazioni, formato cm 14x21,5 pp 352
ISBN 978-88-8068-337-7
 

Recensioni

  • La Nuova Ferrara
    Nostradamus o impostore: la querelle è servita
  • La Sentinella del Canavese

    Il Mistero della Sindone e Fanti
    le novità editoriali di Priuli & Verlucca

    Grande novità autunnale di Priuli & Verlucca Editori, la «Summa Prophetica» di Renucio Boscolo, svela, come si legge anche nel sottotitolo dell’opera, le XVI centurie del 1526 di Sigismondo Fanti, l’ingegnere e matematico italiano che ha anticipato Nostradamus. Renucio Boscolo compie la tanto attesa scoperta destinata a rivoluzionare le conoscenze dello scibile umano: Nostradamus non è stato il primo. Un italiano, ingegnere, matematico e astronomo, vissuto nella Ferrara che fu una delle capitali del Rinascimento italiano e poi ingegnere della Serenissima, anticipò di ben 29 anni l’opera del Grande Veggente. Si tratta di Sigismondo Fanti, che nel suo Triompho di Fortuna, nato come libro di giochi, precedette in XVI centurie l’opera di Nostradamus e fu il primo che affronò il dilemma del futuro dell’umanità su vasta scala. (p.b.)


  • La Repubblica

    IL PRECURSORE DI NOSTRADAMUS
    Piergiorgio Odifreddi

    Rinascimento, come è ovvio, significa etimologicamente «seconda nascita». Nel Medioevo si usava il termine in senso religioso, per indicare la rinascita spirituale dopo la morte dell’anima provocata dalla caduta narrata nella favola del Genesi. In seguito esso è invece passato a significare la fioritura culturale e artistica del Quattro e Cinquecento, che prese le distanze dal rintontimento teologico del Medioevo e ritrovò le sue vere radici nella cultura classica.
    Naturalmente, sia nell’ontogenesi che nella filogenesi il passaggio dalla (ri)nascita alla maturità avviene attraverso periodi di infanzia e adolescenza. E come sarebbe sciocco considerare i balbettii di un bambino o i farfugliamenti di un ragazzo alla stessa stregua dei discorsi meditati di un uomo, lo è altrettanto il pretendere di trovare saggezza negli pseudofilosofi rinascimentali: non a caso, le storie della filosofia moderna iniziano da Cartesio, e pagano al massimo un imbarazzato tributo a personaggi di transizione quali Nicola Cusano o Giordano Bruno. Il che non impedisce a coloro che ancor oggi si trovano allo stadio adolescenziale del pensiero, facilmente riconoscibili perché accomunati dalla credenza che la confusione sia sinonimo di profondità, di illudersi di trovare chissà quali verità nel pensiero rinascimentale e in libri che mescolano in insalata russa gli ingredienti più disparati, dal neoplatonismo alla magia, passando per la cabala e l’astrologia.
    Un esempio tipico di questi piatti indigesti e illeggibili è l’immensa Hypnerotomachia Poliphili, o «Sogno della notte d’amore di Polifilo», di Francesco Colonna: un’opera del 1499, a metà tra lo scherzo goliardico e il delirio paranoico, che spazia dai racconti mitologici alle dissertazioni esoteriche, passando per descrizioni architettoniche e disquisizioni gastronomiche, in un guazzabuglio di lingue antiche e moderne. E poiché il mondo è vario, oggi c’è chi prende ancora questo libro sul serio e lo ristampa in edizione filologica (Adelphi), e chi invece lo prende in giro e ci imbastisce su un divertente romanzo come Il codice dei quattro di Ian Caldwell e Dustin Thomason (Piemme).
    Un altro esempio, di poco posteriore, è il Triompho di Fortuna di Sigismondo Fanti, pubblicato nel 1526 e appartenente alla nutrita schiera dei cosiddetti «libri della sorte» o «della ventura »: di quei testi, cioè, che a partire dal classico cinese I Ching, o «Libro dei Mutamenti» (Adelphi), millantano, in maniera seria o faceta, di fornire un aiuto divinatorio per districarsi nei casi della vita. Con un approccio ossimorico alla previsione del futuro, essi spesso pretendono di dominarne la necessità attraverso la casualità: affidandosi, cioè, all’estrazione di bastoncini o al tiro di monete l’I Ching, e al tiro dei dadi o all’ora segnata dall’orologio il Triompho.
    Come diceva il premio Nobel per la fisica Niels Bohr, però, fare previsioni è sempre difficile, soprattutto sul futuro. Per tutelarsi, i maestri divinatori preferiscono nascondere le loro dietro formulazioni vaghe e generiche, delegandone al fruitore la corretta interpretazione: il che, naturalmente, risulta sempre facile col senno di poi, cioè dopo che i fatti sono ormai avvenuti, ma altrettanto sempre impossibile prima. D’altronde, come potrebbero i miseri 64 esagrammi dell’I Ching e i relativi oscuri commenti fornire, da soli, una chiave per gli infiniti avvenimenti possibili, se non attraverso un’interpretazione sfrenatamente creativa? Meglio equipaggiate, da questo punto di vista, sono le sedici centurie di quartine del Triompho, che eccedono persino le dieci Centurie (incomplete, per un totale di 942 quartine) del più famoso Nostradamus, pubblicate a partire dal 1555.
    Queste e quelle quartine hanno trovato il loro Jung nella persona di Renucio Boscolo, che nella quarta di copertina del suo recente Summa Prophetica (Priuli e Verlucca, pagg. 352, euro 18,50) si autocertifica come «il massimo studioso ed interprete di Nostradamus»: un titolo olimpico, visto il numero di perdigiorno che si dedicano ancor oggi, in piena era tecnologica e scientifica, a sprecare il loro tempo con le sue quartinate.
    Quanto al Fanti, il Boscolo è invece allo stesso tempo il suo migliore e peggior studioso e interprete, essendo anche l’unico: secondo la sua stessa testimonianza, infatti, «mai nella storia mente umana ha colto questa magnifica occasione di indagare, spalancare questo Libro di Presagi sull’imminente futuro dell’umanità tanto su questa Terra quanto in altri possibili mondi».
    Scrutinate con l’infallibile strumento della «Kronosemantica », concepita dallo stesso Boscolo, le centurie di Fanti rivelano qualcosa di «cosí incredibile da apparire paradossale»: e cioè, a «una mente libera e allenata da tempo a spiare l’orizzonte della storia» esse «snocciolano in successione i quadri di tantissime vignette, quasi un fumetto che reca immagini concise, icastiche e sorprendentemente enciclopediche, in cui si narrano — o meglio, si anticipano — gli scenari della sorte umana, da quella della gente più comune sino a quella di potenti, tiranni, papi, imperatori, re, principi, cardinali, monaci, ladri, calciatori, navigatori, attori, clown, alchimisti, geometri, muratori, costruttori, scienziati, architetti, pittori, medici, fabbri, aviatori».
    Naturalmente, «tutte cose che sono per noi ancora inspiegabili secondo la metodologia della logica ».
    Per non rimanere nel vago delle perorazioni, un esempio di interesse universale chiarirà la metodologia dell’esegeta. Si tratta della profezia (postuma) della tragica morte della principessa Diana, contenuta nella centuria «Diana correndo per iniqui scanni / Per un che assonna teco nel tuo letto / Di maggior duol signa futuro effetto / Quasi sanato de presenti affanni»: interpretando gli scanni come i sedili dell’auto che scappa dai fotografi, colui che assonna nel letto come l’amante Al Fayed, e «quasi sanato » come «qu’assassinato », il risultato è ineluttabile. E poiché a questo genere di deduzioni niente è precluso, Boscolo ha facile gioco a ritrovare nel Fanti riferimenti che vanno dal tragico al comico: ad esempio, da «gli interventi dell’Occidente cristiano in Iraq» a «l’incredibile gioco d’un nome: Armando Diego Maradona».
    Ma chi era veramente questo Fanti, al di là delle interpretazioni dei lestofanti? Nella prefazione al Triompho egli si definisce «matematico indegno »: un termine ambiguo, che nella confusione rinascimentale indicava sia il ciarlatanesco numerologo o astrologo, che il serio studioso dei numeri o delle stelle.
    E il Fanti era entrambe le cose, come dimostrano da un lato le sue centurie, e dall’altro i lavori da lui elencati in una lettera al duca Alfonso d’Este del 1521, tra i quali si trovano opere di aritmetica, geometria, algebra, algoritmica e astronomia. In questi lavori non c’era evidentemente nulla di memorabile, visto che il nome del loro autore non compare in nessuna Storia della matematica, da quella omonima di Carl Boyer (Mondadori) a Il pensiero matematico di Morris Kline (Einaudi). Ci è però pervenuta una sua opera seria di matematica applicata: la Theorica et Pratica del 1514, nella quale il Fanti si dedica al problema non banale di costruire geometricamente le lettere minuscole dell’alfabeto. Il suo metodo estende quello usato per le maiuscole nel 1509 da Luca Pacioli, nel famoso trattato De Divina Proporzione, e si situa in una tradizione iniziata mezzo secolo prima da Felice Feliciani e portata a compimento nel 1986 da Donald Knuth con il monumentale Computers and Typesetting (Addison Wesley), che costituisce la Bibbia della tipografia digitale.
    Quanto al semischerzo del Triompho, sarebbe stato meglio lasciarlo ammuffire dove stava. Il Boscolo ne ha invece anzitutto cambiato il titolo, chiamandolo appunto S u m m a Prophetica, per adeguarlo alla memoria di un proprio sogno premonitore: fedele in questo al suo motto programmatico, che se l’immaginazione non si adegua ai fatti, si possono ben adeguare i fatti all’immaginazione. E ne è poi diventato il solitario esegeta, ammettendo che «nessuno ha mai ipotizzato che cosa questo testo contenesse davvero, perché nessuno sinora aveva avuto la pazienza e la capacità di leggerlo e analizzarlo sino in fondo senza andar fuori di testa». E il suo libro conferma: nessuno.


  • TOI MAGAZINE

    Il piacere di leggere...

    Per gli amanti dei misteri religiosi, Priuli & Verlucca pubblica due titoli: Summa prophetica dedicato alla scoperta delle XVI centurie del 1526 di Sigismondo Fanti, l’ingegnere e matematico italiano che ha anticipato Nostradamus e Il mistero della Sindone, che riassume tutti gli studi finora compiuti su questo lenzuolo misterioso.


  • Chi
    TUTTI I SEGRETI DEL MAESTRO DI NOSTRADAMUS
    Roberto Allegri

  • Il Resto del Carlino

    I veggenti del passato scrutano il futuro: “il pericolo viene da oriente”
    Le Centurie di Nostradamus e del Matematico Ferrarese Sigismondo Fanti
    Guido Guidi Guerrera

    Ogni anno che si chiude impone consuntivi economici, ma anche bilanci esistenziali e considerazioni di vasta portata universale per effetto dei quali l’uomo è spinto a guardare avanti, ad affacciarsi con rinnovata speranza alla finestra del futuro, cercando di cogliere segni e indizi ispiratori per nutrire di certezze quell’instabile cammino che è la storia dell’uomo su questo Pianeta.Da sempre, mentre un ciclo termina e uno sta per cominciare, si interrogano vati e aruspici di ieri e di oggi, si scomodano credenze cercando di leggere nelle pieghe del destino. Ed è tutto sommato incoraggiante scoprire come profezie leggendarie riescano a scuotere le sonnolenti coscienze del terrestre di questo iper globalizzato terzo millennio. Così ecco risorgere dai sacelli della memoria figure di un passato remoto che con la loro aura di autorevolezza sembrano icone atemporali fatte per atterrire e insieme, paradossalmente, rincuorare. Perché organi di un tempo mitico, per dirla con Miercea Eliade, noi cybernauti di questa epoca aneliamo a quelle nostre radici, dove il massimo spavento equivale alla più completa affermazione del sé. Oggi in cui si tende a vivere in un eterno presente, il futuro appare piuttosto come un fantasma adatto a impressionare solo i bambini e che perciò si vuole esorcizzare: ma è davvero così? Con il 2007 alle porte affidarsi alle antiche chiavi di interpretazione profetica e a quelle, per così dire alternative, di speculazione futuristica, può ancora essere un gioco avvincente. Renucio Boscolo e Gianluca Nicoletti, l’uno esimio interprete delle centurie di Nostradamus, l’altro ‘futurologo’ e spietato osservatore dei segni catabolici di questo nostro tempo, sono sintesi di uno strabismo epocale che convince perché perfettamente aderente all’oggi. “Non solo Nostradamus – sentenzia Boscolo, che sembra aver in qualche misura superato il messaggio del grande veggente francese – abbiamo le centurie del ferrarese Sigismondo Fanti, un matematico che nel 1526 aveva anticipato di un bel po’ quelle famose previsioni, come scrivo nel mio ultimo libro “Summa Prophetica”. E’ la prima volta che siamo di fronte a un linguaggio ‘in chiaro’, talvolta giocoso e al più blandamente metaforico. Un po’ come stare davanti allo schermo televisivo”. Ebbene, può dirci cosa riserva il futuro anno, secondo questi pronostici? “Si parla di un grande vituperio, di una enorme offesa che starebbe per ricevere la Santa Sede. D’altra parte è probabile che ciò accada se si continuerà a nascondere il terzo segreto di Fatima: la Chiesa dovrà renderne conto” E su altri fronti? “Gli italiani riporteranno in Libano vittorie che costeranno però molto sangue. Inoltre si parla dello ‘squalo orientale’ pronto a mordere l’Occidente, che sta per svegliare ‘il can che dorme’. In una sestina di Nostradamus, si allude chiaramente al pericolo da parte di un uomo che ‘disconosce i forni crematori’. In poche parole, un anno problematico che per certi versi somiglia al 2001, anno del serpente secondo i cinesi. Da noi il rettile è simbolo del male ed è connesso alla mela. Fu facile per me capire che ‘la grande mela’ correva gravi pericoli.
    D’altra parte il sacro Tzi’te in cui sono raccolte le visioni dei saggi Maya parlano del prossimo come di un anno ‘estremamente delicato’. Economie in procinto di deteriorarsi e accelerazione folle di un mondo sempre più inconsapevole e disumanizzato. Una minaccia che potrebbe scongiurare secondo il vecchio saggio Mam soltanto ‘tornando ad essere umani’. “Conferiremo sempre più umanità ai nostri simulacri – vaticina il polemico Nicoletti – In fondo viviamo già nel futuro, in piena fantascienza. Tutte le profezie si sono esaurite prima del tempo e forse vale bene quella di Nicholas Negroponte che allude alla leggerezza dell’uomo aquisita mediante un scomposizione atomica e parla di una perdita di corporeità, di una sorta di materializzazione nell’universo dei bit. I corpi-medium sono destinati a essere sempre più rappresentanti dalla televisione e dal computer”.
    I Mostri postmoderni…”In qualche modo, sì. Perché si nutrono della nostra vita alimentando la loro. In fondo tutto allude a un progressivo processo di ‘spiritualizzazione’ dell’oggetto. Televisori sempre più piatti e inconsistenti, quasi ologrammi, presenze domestiche fantasmatiche e connessioni ‘wi-fi’ promesse a tutti proprio nell’anno prossimo. Questa assenza di fili è liberatoria per un mondo che di questa libertà non sa più bene cosa farsene: è lo pseudo, virtuale cammino iniziatico che porta a quella finta liberazione che si chiama dannazione”. Possiamo stare tranquilli ad ogni modo? “In questo 2007 tutto termina e inizia con l’esecuzione della condanna a morte di Saddam Hussein. Mi chiedo allora dove scoveremo un altro nemico simbolico, dato che Bin Laden è ridotto ormai a simulacro troppo evanescente! Certo la furia dell’islam può coglierci in qualsiasi istante, ma dovremmo essere ben consapevoli che quel popolo vuol solo sedersi comodo al tavolo del benessere planetario.”. Nel frattempo Michael Welss Mandeville, studioso statunitense dei sistemi dell’universo e studioso delle predizioni di Edgar Cayce, nel suo “Come affrontare il crollo economico del 2006-2007” avverte che il mondo si trova alle soglie di una crisi economica senza precedenti: unica speranza, avverte Mandeville, è gettare nuove basi per una visione totalmente diversa di noi stessi e del nostro mondo.


  • Il Venerdì di Repubblica

    Chi arrivò prima di Nostradamus
    Un astrologo del ‘500 avrebbe profetizzato come il suo «collega». Battendolo sul tempo

    Ai numerosi studi sulle famose Centurie, le profezie di Nostradamus, ampiamente reclamizzate da numerosi esegeti, si aggiunge un nuovo contributo: secondo Renuccio Boscolo, specialista della materia e autore di Summa Prophetica, vi sono anche le ventisei centurie di Sigismondo Fanti, astrologo cinquecentesco in Ferrara, autore nel 1526, circa vent’anni prima di Nostradamus, di centurie il cui contenuto criptico annuncia quelle del ben più celebre collega francese.
    Il Fanti fu anche autore di un gioco di società molto in voga alla Corte Estense, il Trionpho di Fortuna, una specie di Monopoli cinquecentesco basato sugli astri, che potrà interessare i numerosi cultori della divinazione rinascimentale.


  • Il Risveglio popolare

    Boscolo, Nostradamus
    e il suo maestro Fanti

    Verso la fine di ottobre la casa editrice Priuli & Verlucca ha presentato un trittico di notevole interesse e capace di stuzzicare la curiosità. Il primo volume, dal titolo “Summa Prophetica”, tratta delle Centurie scritte da Nostradamus cinque secoli fa, la cui interpretazione ha fatto arrovellare molte menti, e di Sigismondo Fanti, illustre matematico e architetto ferrarese, maestro di Nostradamus e autore di un testo, scritto in stile dantesco, che risulta essere stato antesignano delle stesse Centurie, pubblicato circa 30 anni prima. Si tratta di una raccolta di quartine profetiche e antologiche pubblicata a Venezia nel 1526 e rimasta in ombra per secoli, essendo stata conservata, in poche copie, in Vaticano e in altre biblioteche. La scoperta è avvenuta per merito di Renucio Boscolo, autore di libri su Nostradamus già dagli anni ‘70. Boscolo discende dai Farnese, e proprio questo fatto lo avrebbe indotto alla ricerca particolare su Sigismondo Fanti, autore vicino alla Casa Farnese: Boscolo ci legge quasi una forma di predestinazione.
    L’autore si propone di spiegare il contenuto del testo (del Fanti) facendo luce sul senso del “libro delle sorti” dello scienziato ferrarese, intitolato “Triompho di Fortuna”. Nel volume si parla di destino, di coincidenze e del tempo: tutti quegli elementi che hanno contribuito a comporre la storia dell’avvicinamento di Boscolo al testo del ‘500, anche per dimostrare come Sigismondo Fanti sia risultato il grande maestro della teoria copernicana, dell’osservazione dei corpi celesti e antesignano della scienza moderna. Nei versi del Fanti viene riconosciuto un aspetto profetico, con indicazione di nomi e fatti, che si sarebbero poi succeduti nella nostra era con preoccupante precisione. Renucio Boscolo è nato a Venezia il 25 aprile 1945 e risiede a Torino, ha avuto molti contatti con la fantascienza e quindi con il Clan Italiano dell’Insolito “Clypeus”, fondato a Torino, città “magica”. Si è dedicato in particolare all’investigazione su Nostradamus e sui destini del mondo. Con gli Oscar Mondadori ha pubblicato titoli significativi, come Lucifero incubo terrestre, Il Fato, la Fortuna, il Futuro con le rune, I Segni primordiali, Nostradamus di cui è considerato oggi il massimo studioso. Il libro è in vendita al prezzo di 18,50 euro. Il secondo volume, di prossima apparizione, ritornerà in modo preciso sull’opera del Fanti con una edizione completa di critiche e commenti.


  • La Vallée

    Le tante sorprendenti profezie
    del ferrarese Sigismondo Fanti
    Agostino Borio

    AOSTA – Sino ad oggi il nome di Renucio Boscolo era noto, tra gli appassionati di esoterismo, per le sue interpretazioni delle Centurie di Nostradamus. Giunge adesso nelle librerie ad aggiornarne biografia e bibliografia “Summa prophetica”, edito da Priuli e Verlucca. Il corposo volume narra della scoperta che l’esoterista veneziano ma da tempo trapiantato a Torino ha fatto di un autore di profezie italiano e antesignano di Nostradamus, avendo egli pubblicato la sua opera alcuni decenni prima del francese. Si tratta del ferrarese Sigismondo Fanti, architetto e matematico di una certa fama con il “vizio” di pronosticare il futuro «sotto ’l velame de li versi strani», per dirla con Dante Alighieri. Aspetto importante della scoperta – per chi ci crede – è che i versi di Fanti sono scritti in italiano e quindi è sufficiente interpretarli senza doverli tradurre. A leggere le anticipazioni che fa Boscolo in questo libro (un’edizione critica e commentata di tutte le centurie di Fanti, “Triompho di Fortuna”, è già annunciata) lo studioso ferrarese aveva delle doti eccezionali. Egli non solo avrebbe previsto la nascita di personaggi ancora di là da venire all’epoca sua come Napoleone Bonaparte, Stalin o Salvador Dalì, ma avrebbe anche visto in anticipo di qualche secolo la morte della principessa Diana, le travagliate vicende umane del calciatore Diego Armando Maradona e della popstar Madonna. Straordinario, non c’è che dire; se non che per noi, essendo i fatti profetizzati già accaduti, è facile applicarli ai versi oscuri di Fanti e poi esclamare: «L’aveva previsto già cinquecento anni prima!». Prendiamo ad esempio la quartina che riguarderebbe la principessa d’Inghilterra. «Diana correndo per iniqui scanni / Per un che assonna teco nel tuo letto / Di maggior duol signa futuro effetto / Quasi sanato de’ presenti affanni». Per formulare la sua interpretazione, laddove una persona comune vede praticamente solo una coincidenza nel nome, Boscolo compie veri e propri salti mortali leggendo ora una parola come italiana ora traducendone un’altra in lingua magiara e dandole poi un nuovo senso italiano, per assonanza, diverso da quello del termine scritto da Fanti. Affascinante come gioco; basta non prenderlo sul serio.


  • Astra

    Summa Prophetica

    Esegeta delle Centurie di Nostradamus, Boscolo si tuffa ora in meno note “centurie”, contenute nel Triompho di Fortuna, opera dell’astronomo italiano Sigismondo Fanti, vissuto nel ’600. E vi legge l’annuncio profetico della nuova era glaciale, del prossimo avvento dell’Anticristo, dell’attuale gioco fra le grandi potenze nel Medio Oriente, dell’ascesa dei mercati asiatici.


  • Edicolaweb.net

    Summa Prophetica

    Dopo aver passato 40 anni a studiare il grande Nostradamus ed essersi affermato come il suo massimo studioso ed esperto, all’improvviso e in modo del tutto casuale, Renucio Boscolo compie la tanto attesa scoperta destinata a cambiargli per sempre la vita e rivoluzionare le conoscenze dello scibile umano: Nostradamus non è stato il primo!
    Un italiano, ingegnere, matematico e astronomo, vissuto nella Ferrara che fu una delle capitali del Rinascimento italiano e poi ingegnere della Serenissima, anticipò di ben 29 anni l’opera del Grande Veggente. Tal Sigismondo Fanti, che si può definire alla stregua di un nuovo Leonardo, infatti, nel suo “Triompho di Fortuna”, nato come libro di giochi (tutti noi siamo pezzi da gioco e il cielo è il giocatore) probabilmente per garantirne grande diffusione presso la società rinascimentale (ma proprio per questo mai veramente sviscerato a fondo) precedette in XVI centurie l’opera di Nostradamus e fu pertanto il primo che affrontò il dilemma del futuro dell’umanità su vasta scala.
    Sposando conoscenza ed immaginazione, il Fanti, membro di una confraternita senza tempo, arrivò a formulare profezie e visioni interplanetarie fino alle più moderne realizzazioni tecnologiche e alla teoria dell’esistenza di altre forme di vita intelligenti che l’umanità incontrerà. Il tutto in quartine dettagliate dove ipotizza perfino le date attraverso quadranti astrali (la cronologia). Quartine che incominciano ad essere svelate in questo volume, primo di una serie destinata a rivoluzionare la nostra Conoscenza.


  • Giornale dei Misteri
    Summa prophetica


Dopo aver passato 40 anni a studiare il grande Nostradamus ed essersi affermato come il suo massimo studioso ed esperto, all’improvviso e in modo del tutto casuale, Renucio Boscolo compie la tanto attesa scoperta destinata a cambiargli per sempre la vita e rivoluzionare le conoscenze dello scibile umano: Nostradamus non è stato il primo!
Un italiano, ingegnere, matematico e astronomo, vissuto nella Ferrara che fu una delle capitali del Rinascimento italiano e poi ingegnere della Serenissima, anticipò di ben 29 anni l’opera del Grande Veggente.
Tal Sigismondo Fanti, che si può definire alla stregua di un nuovo Leonardo, infatti, nel suo Triompho di Fortuna, nato come libro di giochi (tutti noi siamo pezzi da gioco e il cielo è il giocatore) probabilmente per garantirne grande diffusione presso la società rinascimentale (ma proprio per questo mai veramente sviscerato a fondo) precedette in XVI centurie l’opera di Nostradamus e fu pertanto il primo che affrontò il dilemma del futuro dell’umanità su vasta scala. Sposando conoscenza ed immaginazione, il Fanti, membro di una confraternita senza tempo, arrivò a formulare profezie e visioni interplanetarie fino alle più moderne realizzazioni tecnologiche e alla teoria dell’esistenza di altre forme di vita intelligenti che l’umanità incontrerà.
Il tutto in quartine dettagliate dove ipotizza perfino le date attraverso quadranti astrali (la cronologia).
Quartine che incominciano ad essere svelate in questo volume, primo di una serie destinata a rivoluzionare la nostra Conoscenza.


Indice

Avvertenza
Ringraziamenti

PARTE PRIMA

CAPITOLO I.
INTRODUZIONE
Chi è Sigismondo Fanti?
L’importanza delle lingue, dell’astronomia e della scienza
Un’affascinante metafora
Il tempo
L’autoritratto del Fanti quale ingegnere e matematico
Il libro della conoscenza
Le origini
Segreti biblici e altri segreti
Nella terra del vino e del divino
Vaticinio e messa all’Indice
Le vicende e le traversie
Le diverse ore dell’orologio del tempo
È questa la nostra vera Madre Terra all’origine dell’umanità?

CAPITOLO II.
PERCHÉ FERRARA?
Oltre Ferrara e oltre il Po
Da Sigismondo Fanti a Niccolò Copernico
Perché chi ha letto il Triompho di Fortuna non ha saputo decifrarlo?
Il filo del tempo

PARTE SECONDA

CAPITOLO I.
ALLA SCOPERTA DELLE RIVELAZIONI DEL FANTI
Da Torino il chiaro, la luce superba…
Il dilemma dall’effigie della Donna dei cieli alla foto del velo che il corpo ricopre
Il pontefice ovvero lo Slavo degli Slavi
Da Giovanni XXIII a Giovanni Paolo II
Le minacce contro la fede
L’Italia verrà colpita dal fanatismo arabo
Nell’anno delle donne kamikaze
Gli attacchi dal cielo
Gli interventi dell’Occidente cristiano in Iraq
L’Iran e la discordia tra le Grandi Potenze
Il Grande Dragone dietro le nove lettere o il nove
L’aviazione moderna
L’impiego di vari veicoli celesti
L’era dell’auto, la circolazione, i sinistri stradali
La morte della principessa Diana
L’incredibile gioco d’un nome: Armando Diego Maradona
I personaggi e le star dello spettacolo
Le grandi perturbazioni del clima: una nuova Era Glaciale?
Il grande futuro tsunami atlantico
L’esplorazione dello spazio
L’eclissi durante la guerra dell’Iraq e i mutamenti del papato
Milano al centro del ciclone
Le perplessità dell’ambiguo pontificato e il vero Sommo Pastore
Il luogo dell’Anticristo e il quadrante del suo avvento
L’avvento dell’Anticristo
E la storia si ripeterà…
I «giochi» tra le Potenze in Medio Oriente
La levitazione magnetica e la fine del dominio del petrolio?
La fine di Fidel Castro
L’industria tessile del filo da calza e le imitazioni «sosia» asiatiche e cinesi!
Gli anni in cui si vedrà, nello scenario orientale, alzare la testa il «dragone bellico» dell’Apocalisse

CAPITOLO II.
AL KADR: LA QUADRATURA DEL CERCHIO CELESTE
Gli alti (the bull) e bassi (the bear) di Wall Street e delle banche
E allora che cosa c’è dietro l’angolo?
Più a fondo nell’iconografia
Una cronologia

CAPITOLO III.
IL GRANDE MOSAICO DEL PUZZLE FINALE QUADRO DOPO QUADRO
Orientamento generale bibliografico
Chi è Renucio Boscolo?
 
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