
CHARTA DEL NAVICARE
CANTINO 1502
Tiratura 333 esemplari in cifra araba per tutto il mondo + L esemplari in cifra romana.
Questo eccezionale monumento della cartografia mondiale viene proposto in prestigiosa edizione in facsimile autentico di soli 333 esemplari, rigorosamente numerati, stampati a 8 colori, con ori e sfrangiature, nel formato originale di mm 2200 x 1050.
Il raro cimelio geografico, montato su tela come nella versione cinquecentesca, è accompagnato da due volumetti di commentari (in italiano e in inglese), realizzati dal dottor Ernesto Milano, già direttore della Biblioteca Estense.
La carta, che è da considerare una delle prime della cartografia moderna che si libera nella rappresentazione dell’ecumene dalla tradizione tolemaica, anche se rimane ancora fedele a certi elementi delle carte medievali, quali Gerusalemme, la Torre di Babele, il Mar Rosso, rappresentati con un modulo stereotipato, è splendidamente miniata e fa anche ricorso all’oro, secondo uno stile affermatosi in Portogallo sotto l’influsso dell’arte di Vrelant e di Bening. Essa non è certo, nonostante la sua denominazione «del navicare», diretta all’uso suo più proprio, ma appartiene al genere delle carte da presentazione destinata più che altro alla contemplazione ed allo studio, alla geografia di Corte, come dimostrano la sua ampiezza e le sue rifiniture.
Avendo il compito di rappresentare al Duca la sua duplice valenza fisico-politica, essa fa il punto sul mondo conosciuto fino al 1502, come dimostra l’illustrazione accurata delle nuove terre scoperte fino a tutto il terzo viaggio di Colombo, ma si preoccupa di fissare anche l’appartenenza dei vari territori con ampie legende che ne illustrano la proprietà, ponendo qua e là i vessilli prevalentemente di Spagna e Portogallo, e soprattutto la linea di ripartizione « raya », voluta da papa Alessandro VI col trattato di Tordesillas del 7 giugno 1594 per dirimere la controversia tra Ferdinando V di Spagna e Giovanni II di Portogallo, a causa delle pretese avanzate sulle terre scoperte nel 1492, assegnando al primo la zona di influenza ad Oriente e al secondo quella ad Occidente della linea tracciata in blu intenso nel senso dei meridiani.

















