
ERBARIO DI TRENTO
MS 1591 • FINE XV SECOLO TRENTO
L’opera è proposta in edizione in facsimile autentico, con una tiratura di 500 esemplari in numeri arabi + 50 in numeri romani. Il Codice di formato cm 21x29 è composto di 66 carte (132 pagine) numerate in antico e più recentemente, ed è stampato a 8 colori su carta appositamente fabbricata dalla cartiera Cordenons, ed è rilegato in fine pelle così come il cofanetto che contiene il facsimile e il commentario.
ISBN 978-88-8068-998-0
P.A.R.
Il prezioso codice è conservato nel Castello del Buonconsiglio ed è stato composto da artisti di bottega veneta nell’ultimo quarto del XV secolo. Un’opera in cui si sposano felicemente la finalità scientifica e la riuscita artistica, risultando allora per botanici e medici strumento di lavoro, per i malati almeno speranza di guarigione, oggi per noi offerta di conoscenza della vita reale di quel tempo in cui si integravano gli apporti culturali più diversi, greci, latini, arabi e cristiani. È coinvolgente e suggestivo osservare dall’interno un mondo lontano in parte scomparso (alcune piante non esistono più), in parte mai esistito (vegetali e animali fantastici), in parte tuttora attuale nella medicina alternativa. Ammiriamo le rappresentazioni di note piante disegnate e colorate ad acquerello, le bizzarre formule magiche, cabale, citazioni evangeliche, preghiere, tra piante e animali i cui nomi sono talvolta inventati con etimologie assurde e ingenue. Ne riportiamo sia un’esperienza culturale originale e rara, sia un godimento estetico contemporaneamente misterioso e chiaro. Nella prima parte sono affascinanti le variazioni di tonalità cromatiche aranciate-marrone e verdi, ovviamente dominanti in un erbario, evidenti dimostrazioni degli interessi coloristici di quell’area veneta che si è sempre espressa per vie di colore e a distanza di secoli ancora si esprimerà a livelli sublimi. La seconda parte, il «Thesaurus», ha forma elegante, sia nella scrittura gotica minuscola italiana di unico amanuense, sia nelle iniziali finemente decorate con immagini fito-antropomorfe in rosso, azzurro e giallo. L’opera è accompagnata da un volume di commentario di 224 pagine a cura dell’architetto Michelangelo Lupo, da
decenni studioso del manoscritto, contenente ogni possibile apparato critico, comparativo ed esplicativo.

















