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Paesaggio e architettura delle regioni padano-alpine

Paesaggio e architettura delle regioni padano-alpine

Brossura editoriale con sovraccoperta plastificata a colori, 120 pagine interamente a colori, formato cm 21x29,7
quaderno numero 78
ISBN 978-88-8068-187-8
ristampa
 

Recensioni

Estratti



Esiste un legame forte e preciso fra la cultura identitaria e le forme dell’abitare, siano esse costruzioni architettoniche o modalità di gestione del paesaggio. Sono i gruppi umani che plasmano il proprio spazio fisico ma ne vengono a loro volta plasmati. Si tratta di un collegamento essenziale nella comprensione delle vicende umane che è però stato stranamente poco esplorato. Gli studiosi di architettura hanno spesso trascurato l’architettura popolare come un fatto minore, marginale e subalterno. Lo stesso atteggiamento è stato troppo spesso tenuto nella storia del paesaggio, identificata con l’arte dei giardini o con lo sviluppo di vicende legate all’agricoltura. In più, le forme architettoniche sono esaminate come oggetti avulsi dal proprio contesto e il paesaggio come cosa distante dagli spazi di abitazione quotidiana; entrambi come slegati da ogni rapporto con i ritmi dell’ambiente naturale e con gli sviluppi storici. Eppure l’architettura e il paesaggio popolare (quelli che Rudofsky ha chiamato «senza pedigree») costituiscono il 990 per mille dell’ambiente fisico in cui si sono svolte le vicende umane per millenni, fino alle fragorose devastazioni ambientali dell’era industriale.
Obiettivo di questo lavoro è di indagare le origini vere del paesaggio e dell’architettura popolare delle regioni padano-alpine, esaminandoli come il risultato di una organica evoluzione nel tempo del confronto fra le esigenze umane e i caratteri ambientali. Per capire chi siamo occorre conoscere il nostro passato, bisogna ritrovare un album di famiglia celato nei solai della storia e in cui ritrovare i volti cari dei nostri antenati veri. Ma occorre anche rivedere le immagini di come erano i nostri paesi, di come e perché le nostre case, le nostre strade, i nostri campi e i nostri panorami sono quello che sono. Ritrovando il cammino faticoso – ma anche glorioso – che ha portato alla formazione del nostro paesaggio antropizzato sicuramente lo ameremo e rispetteremo di più. E avremo anche più rispetto per noi stessi e per le nostre comunità: non più figli di nessuno ma eredi di un passato laborioso, dignitoso e anche luminoso.
 
Sommario

Presentazione

Introduzione

Dalle origini all’Età del Bronzo
    Fino al Neolitico   
Le culture primitive
L’Età del Bronzo
le palafitte
i camuni

Il quadro ambientale
Morfologia
Vegetazione
Acque interne
Passi alpini
Passi appenninici
La fauna
Influenza della geografia sulla storia
il mare gerundo
descrizione di cattaneo

Criteri di insediamento
Caratteri pratici
Caratteri simbolici

L’Età del Ferro
La Cultura di Villanova
I Liguri
Reti e Camuni
Atestini o Protoveneti, Veneti (Eneti)
Gli Etruschi
I Protocelti (Canegrate e Golasecca)

I Celti cisalpini
Preambolo
Note storiche
Descrizioni delle fonti
Urbanistica
Collegamenti
Edilizia
Usi agricoli
Allevamento, caccia
Usi alimentari
Sistemazioni paesaggistiche
sistema di costruzione a graticcio (opus craticium)
la vicenda di milano

La componente sacrale
Dendrologia, il culto della vegetazione
Luoghi sacri
Monumenti megalitici
Logica sacrale degli insediamenti
Edifici religiosi
Sepolture
Orientamenti
Allineamenti
il tempietto leponzio di roldo
i leys

L’epoca romana
La distruzione delle culture cisalpine
La militarizzazione
La centuriazione
Mutazioni fondiarie e produttive
Tecniche produttive e alimentari
Edifici, architettura, città, tecniche costruttive
Decadenza
le tecniche costruttive stradali

Goti e Longobardi
I Goti
I Longobardi
Urbanistica longobarda
Costruzioni
Usi agricoli e alimentari
Franchi e Saraceni
le dinamiche demografiche

Conclusioni
 
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